Un ponte per... è una associazione di
volontariato nata nel 1991 subito dopo la fine dei
bombardamenti sullIraq, con lo scopo di promuovere
iniziative di solidarietà in favore della popolazione
irachena, colpita dalla guerra e in opposizione allembargo
a cui il paese è stato per lungo tempo sottoposto.
Lo scopo sociale della
associazione è il contrasto della dominazione dei paesi
del nord sul sud del mondo e la prevenzione di nuovi
conflitti, in particolare in Medio Oriente, attraverso
campagne di sensibilizzazione, incremento degli scambi
culturali, delle relazioni di amicizia e della
cooperazione allo sviluppo. Un ponte per... considera indivisibili
gli interventi di solidarietà concreta verso le
popolazioni colpite, limpegno "politico"
per incidere sulle cause delle guerre e la costruzione di
legami tra la società italiana e le società dei paesi
in cui opera. Un ponte per... si considera parte di
quel vasto movimento globale per "un altro mondo
possibile" che si raccoglie intorno al World Social
Forum.
In Iraq lassociazione,
con il nome di Un ponte per Baghdad, ha realizzato
diversi progetti di aiuto nel campo sanitario, della
depurazione delle acque e nel campo educativo in
collaborazione con la Mezza Luna Rossa Irachena (IRCS),
con alcune agenzie dellONU e dellUnione
Europea. Il lavoro è stato svolto durante lintero
periodo dellembargo, con lorganizzazione di
numerose delegazioni di osservatori e pacifisti italiani
ed internazionali, e durante il periodo dei bombardamenti
del 2003, con la realizzazione degli interventi di
emergenza nelle aree più duramente colpite dalla guerra.
Dopo la guerra accanto agli interventi umanitari Un ponte per... ha assunto lobiettivo
di sostenere lo sviluppo della società civile irachena.
Nel 1999, con il drammatico
evolversi della situazione nei Balcani, lAssociazione
ha lanciato un altro "ponte" promuovendo -
tramite la campagna Un ponte per Belgrado
progetti per linvio di medicinali e presidi
sanitari agli ospedali della Federazione Jugoslava e per
laiuto ai profughi dal Kosovo. Con levolversi
degli eventi internazionali i Balcani sono
progressivamente usciti dalla attenzione pubblica
divenendo laboratorio di sperimentazione di nuove forme
di dominio e facendo precipitare le condizioni di vita
dei numerosi profughi in uno stato di precarietà
inaccettabile. Per tale motivo lassociazione negli
ultimi anni ha intensificato le relazioni con i campi
profughi in Serbia, organizzando campi di lavoro,
delegazioni di volontari e programmi di sostegno a
distanza ed ospitalità per linfanzia.
Un ponte per... ha
avviato la campagna Un ponte per Chatila come
azione di solidarietà verso i profughi presenti in
Libano. Lo scopo è di favorire la conoscenza della
situazione politica e delle condizioni di vita nei 12
campi profughi sparsi sul territorio. Il costante
fallimento dellazione politica internazionale
riguardo la questione israelo-palestinese determina il
perdurare dellinstabilità dellarea
mediorientale deteriorando le già difficili condizioni
di vita delle migliaia di profughi privati del diritto al
ritorno alle loro terre. Sono in corso interventi di
solidarietà e sostegno alle istituzioni palestinesi
attraverso collaborazioni ai loro programmi nel campo
sociale e numerose iniziative culturali in Italia
finalizzate a sostenere gli interventi di cooperazione.
Come in Medio Oriente,
anche in Turchia la guerra ha avuto conseguenze negative
facendo indietreggiare il processo di pacificazione e di
soluzione della questione curda, già lento e difficile.
La repressione nei confronti delle minoranze e delle
forze democratiche turche si è fortemente accentuata a
fronte di un formale impegno del governo in direzione
delle riforme. Un ponte per Dyarbakir nasce con lo
scopo di promuovere e sostenere il riconoscimento dei
diritti delle minoranze in Turchia, creando le premesse
per una riconciliazione tra le varie componenti della
società civile. Sono stati realizzati progetti di
educazione sulla storia e la cultura kurda ed iniziative
di sensibilizzazione in Italia. Attualmente le attività
prevedono progetti di aiuto e cooperazione, e lorganizzazione
di delegazioni e campi di lavoro in collaborazione con
associazioni locali.
L’associazione conta 350 soci, 3000 sostenitori e 9 comitati locali. Le attività si basano principalmente sul lavoro volontario dei soci ed è finanziata con campagne pubbliche di raccolta fondi e contributi di Enti Locali.