Ponti, non muri. Diario da Lesbo

3 gennaio 2016. I nostri volontari sono arrivati sull’isola greca per contribuire al lavoro dal basso di accoglienza dei migranti in arrivo da Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan. Nelle immagini il campo di Pikpa, dove vengono accolti i rifugiati impossibilitati a proseguire il loro viaggio per motivi di salute o burocratici. Scarichiamo gli aiuti umanitari arrivati in gran numero in queste settimane, e sistemiamo i magazzini.

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4 gennaio 2016. La nostra delegazione, composta da 9 volontarie/i, è impegnata con i migranti in arrivo da Siria e Afghanistan nei campi autogestiti dagli attivisti internazionali nell’area di Moria. Si cerca di aiutare, come possibile, per costruire Ponti, non muri.

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In queste due interviste le testimonianze dei nostri Lorenzo e Luigi, dall’isola di Lesbo:

Radio Articolo 1
ElleMondo, 4 gennaio 2015

RadioInBlu
Buona La Prima, 4 gennaio 2015 [dal minuto 12:00]

5/6 gennaio 2016. Ci scrivono i nostri volontari. “Nella notte il primo sbarco da quando siamo arrivati a Lesbo. Uomini, donne, bambini, tutti siriani. Sono 50, a bordo di un barcone. Paura, lacrime, sorrisi, sia tra loro che tra noi. Ringraziamenti a Dio, abbracci e gratitudine ai volontari. Volti e momenti che porteremo nel cuore per sempre. Un pensiero ai naufraghi che questa notte non ce l’hanno fatta”.

Lesbo. Nessun uomo è illegale“. Il racconto della nottata

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8 gennaio 2016. Dopo due giorni di bufera oggi il mare è piatto, e sono ricominciati gli sbarchi. Almeno 300 le persone arrivate da stamattina: tantissimi bambini, molti neonati. Tutti in fuga dalla Siria. Addosso portano salvagenti pieni di polistirolo, che non li salverebbero in caso di naufragio. Siamo in spiaggia per dare loro un aiuto. E il benvenuto.

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Approfondimenti:

A Lesbo per costruire Ponti tra Europa, Iraq e Siria