Patrimonio cuturale iracheno: Il sapere che resiste

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Difendere il patrimonio culturale iracheno.
Tre progetti, un solo obiettivo: salvare il millenario mosaico di civiltà dell’Iraq

 

Il nostro impegno per salvare il millenario patrimonio culturale iracheno inizia nel 2004, quando abbiamo incontrato Saad Eskander, l’attuale direttore della Biblioteca e Archivio Nazionale di Baghdad. Nasce così il progetto La Casa dei Libri, grazie al quale questa antica istituzione è riuscita a sopravvivere e risorgere dalle ceneri di un terribile incendio e degli orrori della guerra civile che stava continuando a devastare il paese.

Con la collaborazione di un altro luogo simbolo della cultura mondiale, la Biblioteca di Firenze, che aveva vissuto una tragedia simile con l’alluvione del 1966, siamo riusciti a restaurare, conservare e digitalizzare migliaia di testi, alcuni molto antichi, mettendoli così al riparo da future distruzioni.

Con gli esperti italiani ci siamo anche assicurati che le capacità trasferite ai bibliotecari iracheni diventassero patrimonio di tutto il paese, allargando la formazione a tutte le biblioteche pubbliche dell’Iraq.

Dopo 9 anni, oggi il sito della Biblioteca di Baghdad vanta migliaia di studiosi ed appassionati che la visitano ogni mese.

Ma la passione per le idee e la cultura non hanno limiti né confini, soprattutto se si parla di quella che è stata la culla dell’umanità.

E’ per questo che in linea con il nostro impegno per la preservazione della cultura irachena, a gennaio abbiamo lanciato Libri della riconciliazione, un nuovo progetto dedicato alla conservazione e al restauro degli archivi delle molte minoranze irachene: turcomanni, cristiani caldei, armeni, sabei e mandei, shabak, kaka’i e tanti altri.

Forti delle competenze acquisite in questi ultimi anni, i bibliotecari di Baghdad li aiuteranno a salvaguardare quelle storie millenarie che compongono da secoli il mosaico di civiltà della Mesopotamia.

Contemporaneamente, con Suoni dall’Iraq, Khyam Allami, un giovane e appassionato musicista iracheno, sta cercando di creare il primo archivio sonoro nazionale presso la Biblioteca di Baghdad, dove verranno depositate le registrazioni originali sopravvissute alla guerra, con l’obiettivo di recuperare e diffondere i molti generi musicali del paese.

Con questi tre progetti, Un ponte per… prosegue il suo impegno a sostegno di quegli “artigiani del sapere” che continueranno a co-operare, passo dopo passo, nella convinzione che il diritto a conservare la storia e a trasmetterla alle nuove generazioni sia più potente di ogni guerra, e soprattutto rappresenti uno sguardo pieno di speranza sul futuro.

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