Ora che le vittime si vedono in televisione il Consiglio di
Sicurezza chiede la tregua e corridoi umanitari. Ma le
vittime non sono solo di oggi e la tregua non c'è mai stata.
di Fabio Alberti
Presidente Un ponte per...
Tratto da
AprileOnline.info
L'impunità
Ora che le vittime si vedono in televisione il Consiglio di
Sicurezza, che non si è mai premurato di chiedere al Governo di Israele
il rispetto delle sue risoluzioni o della sentenza del Tribunale
dell'Aja sul muro, chiede la tregua e corridoi umanitari. Ma le
vittime non sono solo di oggi e la tregua non c'è mai stata.
Da
oltre due anni un milione e mezzo di persone, uomini, donne e bambini
sono state costrette in una enorme prigione a cielo aperto, senza
acqua, cibo, elettricità. Oltre 200 persone sono morte solo per
mancanza di medicinali. Ai pescatori è stato impedito di pescare, a
tutti di entrare e uscire, dall'embargo pressoché totale imposto alla
striscia di Gaza.
Solo nell'ultimo anno l'espansione illegale
della presenza di colonie israeliane in Cisgiordania è aumentata del
38%, mentre il numero dei posti di blocco è passato da 521 a 699
rendendo sempre più invivibile anche questa parte della Palestina.
Dall'inizio
dei colloqui di pace sono stati uccisi oltre 500 palestinesi, tra cui
76 bambini, ed arrestate 5.000 persone. Dall'inizio della seconda
intifada si contano 4500 vittime palestinesi e 6 israeliane.
In tutto questo tempo la comunità internazionale ha taciuto.
C'è
quindi una altra causa del disastro umanitario che è oggi sotto gli
occhi di tutti. Ed è l'impunità che ha accompagnato questi fatti. Come
è già stato per il massacro di Jenin, per il quale della commissione di
indagine indipendente non si è saputo più nulla. O per l'attacco al
Libano di due anni fa.
Sino a che anche il governo di Israele non
sarà chiamato a rispondere delle violazioni del diritto internazionale
e dei diritti umani la pace non sarà possibile.
E c'è una altra
vittima dell'attacco a Gaza, oltre al processo di pace, ormai ridotto
ad una ombra di se stesso: la stessa possibilità di dialogo e di
convivenza futura tra le popolazioni palestinesi e israeliane. Questa
violenza non indebolirà Hamas, ma la rafforzerà.
Quale messaggio
hanno ricevuto i palestinesi quando dopo elezioni da tutti giudicate
obiettive si è visto prima delegittimare il governo democraticamente
eletto e poi boicottare lo stesso tentativo di costruzione di unità
nazionale?
Ma forse è proprio questo che il governo di Israele non vuole: la pace.
Il punto è se il resto del mondo la vuole.
Fabio Alberti
Presidente Un ponte per...
Tratto da "Il punto" di AprileOnline.info