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rassegna stampa: L'impunità

Pubblicato 08 01 2009  Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un* Amic*  RSS feed      

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Ora che le vittime si vedono in televisione il Consiglio di Sicurezza chiede la tregua e corridoi umanitari.  Ma le vittime non sono solo di oggi e la tregua non c'è mai stata.

di Fabio Alberti
Presidente Un ponte per...

Tratto da
AprileOnline.info


L'impunità

Ora che le vittime si vedono in televisione il Consiglio di Sicurezza, che non si è mai premurato di chiedere al Governo di Israele il rispetto delle sue risoluzioni o della sentenza del Tribunale dell'Aja sul muro, chiede la tregua e corridoi umanitari.  Ma le vittime non sono solo di oggi e la tregua non c'è mai stata.

Da oltre due anni un milione e mezzo di persone, uomini, donne e bambini sono state costrette in una enorme prigione a cielo aperto, senza acqua, cibo, elettricità. Oltre 200 persone sono morte solo per mancanza di medicinali. Ai pescatori è stato impedito di pescare, a tutti di entrare e uscire, dall'embargo pressoché totale imposto alla striscia di Gaza.
Solo nell'ultimo anno l'espansione illegale della presenza di colonie israeliane in Cisgiordania è aumentata del 38%, mentre il numero dei posti di blocco è passato da 521 a 699 rendendo sempre più invivibile anche questa parte della Palestina.

Dall'inizio dei colloqui di pace sono stati uccisi oltre 500 palestinesi, tra cui 76 bambini, ed arrestate 5.000 persone. Dall'inizio della seconda intifada si contano 4500 vittime palestinesi e 6 israeliane.
In tutto questo tempo la comunità internazionale ha taciuto.

C'è quindi una altra causa del disastro umanitario che è oggi sotto gli occhi di tutti. Ed è l'impunità che ha accompagnato questi fatti. Come è già stato per il massacro di Jenin, per il quale della commissione di indagine indipendente non si è saputo più nulla. O per l'attacco al Libano di due anni fa.
Sino a che anche il governo di Israele non sarà chiamato a rispondere delle violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani la pace non sarà possibile.
E c'è una altra vittima dell'attacco a Gaza, oltre al processo di pace, ormai ridotto ad una ombra di se stesso: la stessa possibilità di dialogo e di convivenza futura tra le popolazioni palestinesi e israeliane. Questa violenza non indebolirà Hamas, ma la rafforzerà.

Quale messaggio hanno ricevuto i palestinesi quando dopo elezioni da tutti giudicate obiettive si è visto prima delegittimare il governo democraticamente eletto e poi boicottare lo stesso tentativo di costruzione di unità nazionale?
Ma forse è proprio questo che il governo di Israele non vuole: la pace.
Il punto è se il resto del mondo la vuole.


Fabio Alberti
Presidente Un ponte per...


Tratto da
"Il punto" di AprileOnline.info