Zhyan. Al via una nuova fase di sostegno alle donne in Iraq

14 aprile 2017, 15:46

Visite ginecologiche, assistenza pre e post-natale, consulenze, ecografie, incontri di sensibilizzazione e protezione dalla violenza di genere: questo il cuore del nostro progetto “Zhyan” (Vita), attivo nella regione del Kurdistan iracheno ed in particolare nell’area di Erbil, giunto al suo terzo anno di vita.

Il progetto, sostenuto dalla Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), dalla Tavola Valdese Ufficio Otto per Mille, dalla Provincia Autonoma di Bolzano e da CCFD – Terre Solidaire è stato lanciato nel 2015 ed ha visto avviarsi nel marzo 2017 la sua terza fase.

Oltre 6mila le donne assistite tra il 2015 e il 2016 per garantire loro alti standard di salute riproduttiva, e 300 coloro che hanno usufruito di programmi di sostegno psico-sociale, attraverso la creazione di 4 cliniche dedicate alle donne sfollate irachene, rifugiate siriane e curde della comunità ospitante, per garantire loro servizi di base nonostante le terribili condizioni di sfollamento che le accomunano dopo essere fuggite da guerra e violenza.

Inaugurate in occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo 2015, le cliniche vedono la presenza di personale altamente specializzato e sono state supportate dal lavoro di un’Unità mobile attrezzata con strumentazioni e medicinali, che si è mossa tra i campi profughi per intercettare i bisogni delle donne che vi hanno trovato rifugio.

In seguito al lancio dell’offensiva per la liberazione di Mosul nell’ottobre 2016 e alla conseguente fuga di numerose famiglie, l’Unità mobile del progetto ha esteso il suo lavoro anche ai campi allestiti per far fronte alla nuova ondata di emergenza, ed in particolare in quelli di Dibaga e Hasansham, nel Governatorato di Erbil.

La terza fase di “Zhyan” è già entrata nel vivo del suo lavoro con 3 cliniche rimaste attive a l’Unità mobile rinnovata. A bordo quest’anno anche una specialista ecografa, che potrà realizzare analisi ecografiche nei luoghi in cui si sposterà l’Unità.

In un mese sono state già oltre 290 le donne assistite, mentre proseguono gli incontri di counseling individuale e sostegno di gruppo per individuare e accompagnare casi di violenza di genere.