Un anno di lavoro con i ragazzi siriani in Iraq

10 maggio 2017, 13:06

Si chiude il progetto “Taleem lil jameeh” (Educazione per tutti), rivolto ai minori rifugiati siriani in Iraq, sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), con un contributo della Regione del Veneto, e gestito in loco insieme ai nostri partner di Al Mesalla. 

 

Un anno di lavoro, oltre 6.500 persone coinvolte, un Centro educativo giovanile costruito nel campo profughi di Arbat, a 20 chilometri da Suleymaniya, dove operiamo da oltre 25 anni.

Sono i risultati di “Taleem Lil Jameeh” (Educazione per tutti), progetto di emergenza rivolto alla comunità rifugiata siriana in Iraq, sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e portato avanti in Iraq insieme ai nostri storici partner di Al Mesalla.

Il progetto, lanciato nella primavera del 2016, si è posto l’obiettivo di promuovere – attraverso la costruzione di un Centro Educativo Giovanile inaugurato nell’agosto scorso – attività di educazione non-formale rivolte ai giovani siriani rifugiati del campo di Arbat.

Dalla musica allo sport, passando per il circo sociale e le lingue, nel tentativo di restituire normalità a chi è fuggito dalla guerra.

Il centro è divenuto un punto di riferimento per oltre 2.000 famiglie dell’area, che hanno preso parte alle tante attività promosse, rivolte ad un totale di 400 bambini e ragazzi in età compresa tra i 6 e i 18 anni.

Oltre ai corsi che si sono svolti nel Centro, siamo riusciti a portare le stesse attività anche nelle scuole di Amouda e Barkhwodan (Governatorato di Suleymaniya), in coordinamento con i docenti.

Fra novembre e dicembre 2016, inoltre, grazie alla collaborazione con la “Fondazione Parada” di Bucarest, per la prima volta il Circo sociale è arrivato in Iraq: con l’iniziativa “Campi Distratti”, per 3 settimane 500 bambini e ragazzi, oltre agli operatori locali, sono stati coinvolti in laboratori di arte e tecniche circensi.

Un altro importante obiettivo raggiunto riguarda la fornitura di trasporto per 210 bambini rifugiati siriani, che sono stati portati quotidianamente alla scuola di Kobani, grazie ai 6 pulmini messi a disposizione dal progetto, superando così le difficoltà economiche e logistiche delle loro famiglie.

Infine, è stata portata a termine con successo la formazione in supporto psico-sociale del personale docente della scuola di Kobani, la stessa che usufruisce del servizio di  trasporto, che ha permesso a 60 educatori di acquisire gli strumenti adatti a lavorare con bambini che, nonostante la giovane età, hanno già subito traumi come la guerra e lo sradicamento dal proprio contesto di nascita.

Le attivita’ del progetto continueranno nei prossimi mesi grazie ad un contributo della Regione del Veneto ed alla preziosa collaborazione con l’Associazione Ya Basta – Padova.

Prosegue così l’impegno di AICS e “Un ponte per…” nella tutela dei diritti dei minori, ed in particolare in luoghi di conflitto come Siria e Iraq. Protezione, accoglienza, salute e istruzione sono il primo passo per costruire un futuro di pace.

Anche a Suleymaniya siamo riusciti a costruire ponti, ma un sentito ringraziamento va al Monastero di Maryam Al-Adhra, gestito dalla Comunità Monastica di Deir Mar Musa, che ci ha ospitati per i primi mesi di avviamento delle attività, mentre attendevamo che la nostra sede diventasse operativa!