Emergenza Siria

Dal 2011 il conflitto in Siria ha reso sfollate oltre 10 milioni di persone, fuggite dalle loro città in altre aree del paese o nei paesi vicini.

I continui combattimenti, l’emergere di Daesh, i bombardamenti del regime hanno raso al suolo il paese determinando la peggiore catastrofe umanitaria attualmente in corso.

 

Chi ha potuto è fuggito ed oggi si trova in condizione di sfollamento e rifugio. I rifugiati siriani in Giordania, Iraq, Libano e Turchia sono almeno 4 milioni. In migliaia stanno cercando di raggiungere l’Europa.

 

Per contribuire ad arginare la crisi, dalla fine del 2011, Un ponte per… porta avanti uno specifico programma di emergenza, attraverso il quale opera nei paesi di maggiore presenza dei rifugiati siriani (Iraq, Giordania, Libano). Dal 2015 l'organizzazione è attiva anche in Siria, nella regione del nord-est (Rojava) con distribuzioni di aiuti umanitari e sostegno diretto ai Centri sanitari della Mezzaluna Rossa Curda. 

I fondi raccolti grazie alla Campagna "Siria. Dalla oro parte" sono utilizzati per acquistare medicinali e kit igienici, fornire assistenza sanitaria e sostegno psico-sociale a chi fugge della guerra. 

 

Al cuore dell'emergenza ci sono poi i bambini, che hanno bisogno di continuità nel loro percorso scolastico, nonostante le condizioni di sfollamento in cui si trovano. 

 

A loro è dedicato il nostro Programma di protezione per i minori in zone di conflitto: in Giordania – con specifici progetti di educazione informale per i bambini e protezione delle donne; in Libano, con i Sostegni a Distanza dedicati all'istruzione e alla salute dei minori; in Iraq, con progetti di sostegno psico-sociale nei campi profughi, con particolare attenzione alla salute riproduttiva delle donne, alla stabilità psicologica dei bambini e alla loro educazione.

AREE DI INTERVENTO


In Siria, nella regione del nord-est (Rojava), abbiamo iniziato a lavorare dalla primavera del 2015, inviando numerosi carichi di aiuti umanitari grazie ad una stretta collaborazione con la Mezzaluna Rossa Curda (KRC). Oggi collaboriamo in modo stabile nei loro Centri medici, e abbiamo attivato un programma emergenziale per accogliere le famiglie irachene che, in fuga da Mosul, superano il confine entrando in Siria. Qui interveniamo con ambulanze per la prima assistenza sanitaria, e nei campi che stanno accogliendo i rifugiati iracheni. Un sistema di ambulanze è attivo anche in soccorso agli sfollati a nord di Raqqa.

In Iraq, abbiamo operato sin dai primi mesi di crisi al confine con la Siria per orientare e accogliere le famiglie in fuga. Dal 2013 lavoriamo nei campi profughi allestiti nel paese, fornendo assistenza psico-sociale ai rifugiati con particolare attenzione alle donne a ai bambini. A loro sono dedicati i nostri spazi protetti per la gioco-terapia e i programmi di istruzione. Parallelamente portiamo avanti un ampio programma regionale per favorire l'inclusione sociale ed economica dei siriani che oramai vivono da anni nel paese.

In Giordania lavoriamo da anni con progetti di protezione delle donne rifugiate siriane, contro la violenza di genere, per fornire assistenza psicologica e legale alle vittime di violenza e ai loro figli. Operiamo inoltre per garantire continuità al percorso scolastico dei bambini rifugiati siriani attraverso progetti di educazione informale.

In Libano sosteniamo la scolarizzazione e le cure sanitarie dei bambini siro-palestinesi accolti nei campi profughi palestinesi presenti nel paese grazie al nostro programma di Sostegni a Distanza “Family Happiness”. 

 

 

Quella siriana è la peggiore catastrofe umanitaria attualmente in corso. Un'intera generazione di bambini rischia di essere "perduta": la guerra è l'orizzonte quotidiano che riempie il loro sguardo. Hanno diritto ad una casa, scuole, protezione.  

 

 

 

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