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Archivio news giornaliere L’unica notizia che aspettavamo è arrivata. L’unica notizia che aspettavamo è arrivata. Ci sar? tempo per ricostruire, ora vogliamo solo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questa meraviglioso risultato, a partire dal mondo arabo e musulmano che in tutto il mondo, ed in Iraq, si è mobilitato in modo corale. Un ringraziamento alla societ? civile, alle forze politiche, alle organizzazioni religiose, alle organizzazioni della resistenza irachene. Un ringraziamento alla societ? civile e alle forze politiche italiane. Un ringraziamento ai governi, a quello italiano e a quelli dell’area. Molti sono stati partecipi seguendo la linea del dialogo e della collaborazione. Abbiamo detto all’inizio di questa vicenda che il rapimento dei nostri quattro operatori di pace era una metafora della guerra. Che in Iraq ci sono milioni di altre persone ostaggi, della guerra e della violenza, prigionieri e rapiti. Non ci scorderemo di loro, chiediamo a tutti di non scordarli. Vorremmo sperare che anche la liberazione delle margherite possa essere una metafora della fine della guerra, e dell’occupazione, che possa prevalere anche per tutti gli iracheni la linea del dialogo e che tacciano le armi. pubblicato 28 09 2004 Le margherite sono un dono prezioso Tutto tace. Nulla si sa di più delle poche informazioni diffuse dalla stampa sui nostri quattro amici e sul loro stato di salute. Nel frattempo non tacciono le armi. Civili ammazzati a Baquba e a Baghdad. Come su un’altalena macabra viviamo tra l’angoscia per quello che succede in Iraq e la speranza che Ra’ad, Manhaz, Simona e Simona possano essere liberate. Nel frattempo le margherite si moltiplicano... pubblicato 27 09 2004 leggi tutto Quattro margherite iniziano a crescere Da 20 giorni, quasi quotidianamente segnaliamo bombardamenti e cannoneggiamenti che uccidono civili. Da 20 giorni assistiamo a una escalation militare sul territorio che coinvolge Falluja, Ramadi e altre zone. Oltre ai quotidiani rastrellamenti e attentati a Baghdad. Purtroppo, nulla di nuovo. Da sempre chiediamo che questa guerra finisca. pubblicato 26 09 2004 leggi tutto Facciamo fiorire le margherite Con questa iniziativa, vi chiediamo di far crescere le nostre margherite. Un invito a pensarle ogni giorno per dare una testimonianza di solidariet? , finché non saranno tutte liberate. L’idea delle margherite non è nostra, ce l’ha suggerita una lettera di Simona pochi giorni prima del sequestro. Pensiamo sia il messaggio più sincero da offrirvi. Raccoglietele (dal nostro sito) e appendetele in camera, in ufficio, a scuola …, mettetele sul computer, sui vostri siti, sulle vostre biciclette, automobili e ciclomotori, ovunque possano fiorire. Disegnatele, scrivetele, costruitele (noi le abbiamo fatte con un filo di rame o di ferro), immaginatele e diffondetele. Aiutiamole a crescere, liberate la pace! Lunedi' il sito www.liberatelapace.it ospiter? la nostra campagna. ATTENZIONE: alcuni media hanno riportato che le margherite di filo di ferro sarebbero in distribuzione alla nostra sede. NON è così. Vi invitiamo a costruirle da voi. pubblicato 25 09 2004 Dateci torto 12.40 La notizie di un blitz delle truppe Usa per liberare gli ostaggi è stata smentita nella notte. Intanto i bombardieri per ore colpivano ancora Falluja. Durissimi combattimenti a Ramadi. Il bilancio dei morti non si riesce a dare con precisione. In mattinata omicidi e attacchi a Baquba e Baghdad. Basta. Quante vite sprecate. Un quotidiano kuwaitiano scrive la sola cosa positiva: stanno bene e sono trattati bene. Non sappiamo se sia vero. Lavoriamo solo per questo. pubblicato 25 09 2004 Ramadi 23.40 Due iracheni sono stati arrestati da parte delle forze Usa durante uno scontro a fuoco a Ramadi. Punto. La notizia di un collegamento con la ricerca degli ostaggi sembra essere un’interpretazione giornalistica, non confermata. Meglio così. È in gioco la vita di quattro persone. E nelle soluzioni di forza il prezzo più alto lo potrebbero pagare gli ostaggi. Continuiamo a pensare (e non siamo i soli) che la libert? di Ra’ad, Manhaz, Simona e Simona possa essere ottenuta con il rilascio da parte dei rapitori. E continuiamo a ringraziare tutti coloro che si stanno impegnando per questo risultato. pubblicato 25 09 2004 Silenzio 20.05 Ventiquattro ore di terrore e poi il silenzio. A Baghdad un’autobomba, sequestri, ma anche il rilascio di un ostaggio. L’angoscia rimane. 17 giorni senza Ra’ad, Manhaz, Simona e Simona. Sono gi? troppi. Allora abbiamo deciso di farci forza e di reagire. Abbiamo pensato che dobbiamo rompere questo silenzio. Inizierete a vederlo domani e poi giorno per giorno. Un grazie a tutti e tutte quelle che ci sostengono, continuiamo. Salam pubblicato 24 09 2004 Dove sono Ra’ad e Mahnaz? 23.55 Nessuna nuova notizia sulle Simone. Rimangono due terribili rivendicazioni, giudicate inattendibili. Lo speriamo con tutte le nostre forze. E continuiamo a lavorare con la fiducia necessaria. Vogliamo ricordare anche il silenzio calato su Ra’ad e Mahnaz. Noi li vogliamo sapere sani e salvi tutti e quattro. Per favore non dimenticateli. pubblicato 23 09 2004 La notte non è ancora finita 12.45 Una seconda rivendicazione, di un altro gruppo che annuncerebbe un video dell’uccisione delle nostre Simone, è stata comunicata tramite un sito web. Il Consiglio dei Ministri e la Farnesina continuano a ritenere poco attendibili le rivendicazioni. Parlano di “terrorismo mediatico”. Anche i media arabi sono scettici sulla veridicit? delle rivendicazioni. Aspettiamo continuando a cercare di capire. pubblicato 23 09 2004 Una lunga notte 3.15 Da un po’ non arrivano più notizie. Rimane l’ipotesi di un messaggio poco attendibile. Speriamo. Ci vorr? tempo per verificare. Ritorniamo al silenzio e al lavoro. Finché non avremo certezze non avremo pace. Per tutti e per tutte, le nostre margherite. 01.51 Poco attendibile, lo dicono Palazzo Chigi, al Jazeera e tutte le fonti consultate. Aspettiamo e continuiamo a cercare notizie. 01.00 Su un sito internet ad accesso pubblico è stata annunciata l’uccisione delle nostre sorelle e amiche Simona e Simona. Nessuna notizia di Ra’ad e Manhaz. Stiamo cercando di verificarne l’attendibilit? . Il sito è stato usato in passato per messaggi risultati inattendibili. Nel comunicato si parla di una vendetta per il mancato ritiro delle truppe. Il tutto suscita (dolore e orrore a parte) grandi dubbi. Aspettiamo. La notte sar? lunga. Vi preghiamo di non telefonare, qualsiasi comunicazione sar? prontamente data sul sito, abbiamo bisogno di tutte le nostre (e vostre) forze. pubblicato 23 09 2004 La nostra speranza Da 16 giorni si scrivono ipotesi e ricostruzioni sul sequestro di Ra’ad, Manhaz, Simona e Simona. Oggi ne abbiamo lette di nuove. Tutte le notizie e letture possono avere elementi di verit? , ogni tentativo di chiarire è il benvenuto. Ma la somma rimane zero. È ancora tutto possibile, ogni scenario è aperto. Continuiamo a non credere a nulla. Solo il sorriso di tutti e quattro davanti ai nostri occhi ci potr? rasserenare. Intanto a Baghdad morti e feriti civili per un autobomba e combattimenti attorno a Haifa Street. La nostra speranza, di ieri e di oggi, deriva dalla solidariet? che ci avete regalato, dalle iniziative con cui avete quotidianamente scandito queste due settimane, dagli appelli promossi di continuo dalle più diverse realt? sociali e religiose in Iraq e nel mondo arabo e mussulmano. Alcuni ci arrivano, altri li leggiamo dai media, tra questi segnaliamo il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi e la societ? civile, gli ulema e personalit? importanti delle comunit? di Falluja che ancora sotto le bombe sono riusciti a trovare l’unit? , il dialogo e la solidariet? per noi. Questa è la nostra speranza. pubblicato 22 09 2004 leggi tutto Sentimenti contrapposti Operazioni militari, bombardamenti, omicidi, esecuzioni. Per un giorno ci eravamo cullati con le immagini di Ra’ad, Manhaz e le Simone, con le loro parole. Solo un attimo per ripiombare sul terreno con il suo carico di morte e disperazione. Nonostante la crudezza del momento, speriamo che anche il nostro video abbia alimentato dibattiti gi? in corso e suscitato reazioni nel mondo arabo e mussulmano. Qualche segnale lascia intendere che sia così. Qualche segnale ci lascia sospesi con quattro frecce di speranza accese. Ostinatamente crediamo che le margherite possono fiorire anche sulla terra più arida. pubblicato 21 09 2004 leggi tutto Una macchina di pace Ieri notte abbiamo proposto ad Al Arabiya e a Al Jazeera un video, il cui testo e senso sono spiegati in questa stessa pagina (segnaliamo che Al Arabiya, lo trasmette integralmente più volte nella giornata di oggi). Le prime reazioni che abbiamo raccolto da giornalisti arabi, da amici iracheni e del mondo arabo, sono di grande commozione. È la prima volta che delle persone rapite compaiono per raccontarsi, la prima volta in arabo. “Dicono quello che diciamo tutti”, ci hanno riferito. Ci sentiamo più sollevati. Pensare, produrre e proporre questo video non è stata una decisione facile. Ogni parola, ogni immagine porta il suo peso. pubblicato 19 09 2004 leggi tutto Ponti di speranza? Un colpo di mortaio davanti a un liceo di Baquba (tredici feriti), un’autobomba a Kirkuk (23 morti), ordigni a Baghdad… Oggi, la mobilitazione permanente per la liberazione degli ostaggi, promossa dal Comitato Fermiamolaguerra e da centinaia di realt? , far? sventolare le bandiere di pace dai ponti e dalle piazze di tante citt? . Per liberare tutti, fermare i bombardamenti e la fine dell’occupazione. Molti di noi ci saranno, senza striscioni. Chiediamo a tutti e tutte di dimostrare la stessa calorosa solidariet? e responsabilit? che finora è stata molto utile per favorire le migliori condizioni per la liberazione degli ostaggi. pubblicato 18 09 2004 leggi tutto Questa è la nostra vita Nella notte forti bombardamenti su Falluja, 60 morti. Un cadavere “probabilmente di un occidentale” trovato a Samarra, difficile l’identificazione perché sarebbe stato ucciso qualche giorno fa. La notte ci ha portato ancora più inquietudine, la mattina è scivolata in altro orrore. Scontri ad Haifa Street a Baghdad, poi un’autobomba. Ricomincia la conta dei morti e feriti. Gi? venti quando scriviamo. Questa è la nostra vita, ora. Orecchio teso e occhi vigili tutto il giorno, centinaia di telefonate. Una dozzina di donne e uomini sempre al lavoro in quattro stanze, rotazione di turni, centinaia di volontari mobilitati sui territori. Abbiamo nel cuore la vostra solidariet? che ci sostiene senza fine, nella testa il bisogno di spiegare chi sono i nostri quattro ostaggi e di mantenere la lucidit? per capire. pubblicato 17 09 2004 leggi tutto Nono giorno: bombe, sequestri e silenzio Italian and Arabic Nono giorno. Ogni mattina ricomincia sempre uguale: bombardamenti sulle citt? , autobombe colpiscono civili in mezzo alla strada, altri sequestri. Molti analisti parlano, almeno per Baghdad, di “scenario impazzito”, “fuori controllo”. Altri scrivono e ipotizzano cose sbagliate e qualche volte sgradevoli. Noi continuiamo con angoscia e orrore a vivere nel silenzio. Nel desiderio che questo si faccia speranza. Per la nostra cultura e nel rispetto di tutte le vite umane, da sempre, se avessimo qualcosa da dare per la liberazione di tutti gli ostaggi, la daremmo. pubblicato 16 09 2004 leggi tutto Ottavo giorno, manifestazione a Baghdad e il punto sugli appelli del mondo arabo L’unica notizia certa, almeno per noi, nella mattina dell’ottavo giorno dal rapimento di Mahnaz, Ra’ad, e le Simone, è la manifestazione che si è svolta nel centro di Baghdad tra la piazza del Paradiso, l’hotel Palestine, non lontano dalla nostra sede. Erano in centinaia, ci hanno detto più di 500, sciiti, sunniti, caldei, giovani, donne, espressione di quello che in Italia chiameremmo “societ? civile”. Nonostante i morti dei giorni scorsi hanno voluto manifestare per la liberazione di tutti gli ostaggi e la fine di ogni violenza in Iraq. Grazie, ci avete commosso e scaldato il cuore. Da tutto il mondo arabo e le comunit? mussulmane sono giunti tanti attestati di solidariet? e appelli per la liberazione degli ostaggi ... (segue elenco) pubblicato 15 09 2004 leggi tutto Oggi l’Europa può dire qualcosa Alcuni giornali dicono che le sorti delle Simone, Ra’ad e Mahnaz potrebbero essere legate a quella dei due giornalisti francesi Christian Chesnot e Georges Malbrunot. Non ci è dato sapere. Speriamo solo che siano liberati tutti, anche gli altri, turchi, asiatici e di qualsiasi altro paese. Alcuni giornali ipotizzano che il fronte della certezza della guerra a ogni costo si stia indebolendo. Nel giorno della riapertura dei lavori del Parlamento europeo di Strasburgo possiamo solo riportare l’appello dell’Associazione italiana delle Ong: “Il Parlamento europeo chieda un immediato stop ai bombardamenti sui civili in Iraq”... pubblicato 14 09 2004 leggi tutto Non calpestate le margherite Alle sette del settimo giorno (oggi) stavano gi? bombardando Falluja. Morti e feriti, altri morti a Baghdad e Ramadi. Il carico di violenza sembra intensificarsi in queste settimane. Ieri nella capitale gli scontri che hanno coinvolti decine di vittime civili hanno occupato una parte del centro citt? . Nonostante tutto questo gli appelli continuano a fioccare dal mondo italiano, europeo e arabo. Segnaliamo quello degli ulema algerini e quello lanciato dalla Jihad Islamica palestinese e sottoscritto dall’Olp... pubblicato 13 09 2004 leggi tutto articolo tratto dal quotidiano al sharq al awsat Riportiamo unarticolo tratto dal quotidiano al sharq al awsat Sabato 11 settembre 2004, Baghdad Una bimba irakena malata accudita da una delle due italiane sequestrate: “Con Simonetta hanno rapito il mio ultimo sogno di vivere sana" pubblicato 11 09 2004 leggi tutto Fiaccolata di Roma, le parole della speranza Vero o falso che sia, un giorno in cui pesa un ultimatum si vive sempre con un'inquietudine maggiore. Per questo siamo in tanti anche oggi a dedicarci a fare girare gli appelli, a cercare di raccogliere tutta la solidariet? che state dimostrando. Grazie. Ieri sera alla fine della fiaccolata romana, in un'atmosfera di grande commozione e silenzio, abbiamo ascoltato tutti insieme la parole di Fabio. Una voce parlava come un coro. pubblicato 11 09 2004 leggi tutto Intervento di shaykh Imam Jawad al-Khalissi di Baghdad Nel nome di Dio misericordioso e compassionevole. La pace sia con voi. E’ una grande occasione essere con tutto il popolo italiano. Noi sappiamo che questo popolo, tra tutti quelli europei, è stato il più vicino a noi rifiutando l’embargo all’Iraq degli anni passati, e contro la guerra di oggi. Noi di questo abbiamo un’altissima e cosciente considerazione. Le due carissime amiche Simona Torretta e Simona Pari erano amiche del popolo iracheno, perché operavano per il bene del nostro popolo. Personalmente ho coscienza del mondo nel quale operavano e di quanto era utile il loro lavoro per i malati o per i piccoli bambini. pubblicato 11 09 2004 leggi tutto Stop Bombing the Cities Bombe su Falluja, oltre 45 morti a Tall Afar, scontri a Samara, oltre sei vittime attorno a Baghdad. Una giornata di sangue, l’ennesima. L'agenzia Ap riferisce che, nella clinica Sheick Omar di Baghdad, un registro dei decessi conta 10.363 morti, nell'area urbana e periferica, dal 19 marzo 2003 a ieri. Se provassimo a immaginare quanti sono i morti di Falluja, Najaf, delle centinaia di bombardamenti, delle bombe per le strade, le stime delle vittime del conflitto fanno impallidire le 13.000 vittime proposte dal sito Iraq Body Count. Questa guerra di macelleria ha decine di migliaia di vittime sulla coscienza. Basta. Liberate la pace! Lo ripeteremo all’infinito, fermare la guerra prima di tutto.... pubblicato 10 09 2004 leggi tutto |