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messaggi di solidarietà ricevuti
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lettere, fax e telegrammi pervenuti in sede

Pasquale Ranghelli
SOGNO DI UN MONDO MIGLIORE "" Sindbad da Bassora sta sorvolando la Mesopotamia su un tappeto volante di speranza ed evitando le bombe americane raccoglier? le quattro margherite: Simona Simonetta Manhaz Raad. Il tappeto volante di Sindbad sospinto dal vento profumato di datteri si diriger? verso Roma alla ricerca di un ponte per ... un mondo migliore ed atterrer? nei prossimi giorni a Piazza Vittorio. Allora scopriremo che non è un sogno ma una realt? di fratellanza e di pace con il popolo irakeno. Io lo so ma non ho le prove..."" Pasquale Ranghelli - Pane e Rose - Casalpalocco ( Scudo Umano della prima spedizione del 1998 ) ( insieme a Simonetta Torretta )
pubblicato 28 09 2004


Ana Morilla
I mei megli dessideri.
pubblicato 28 09 2004


Il Coordinamento salernitano contro la Guerra
Il Coordinamento salernitano contro la Guerra / Per la Liberazione di Simona, Simona, Mahnaz e Ra’ad. Promuove una serie di iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione per la liberazione delle volontarie pacifiste italiane rapite in Iraq, Simona Torretta e Simona Pari, e dei loro collaboratori iracheni Mahnaz Bassam e Ra’ad Alì Abdulaziz, che l’Ufficio Pace della Provincia sostiene nell’ambito delle attivit? di promozione di una cultura della Pace, contro La Guerra, il Terrorismo e la Violenza. Proprio in queste ore, le notizie terribili che ci giungono dall’Iraq ci fanno temere per la loro vita e ci spingono a intensificare ogni sforzo per la loro immediata liberazione, mobilitando le coscienze etiche, civili e religiose di ciascuno. È in questa prospettiva e con questo spirito che rivolgiamo un accorato appello agli organi di informazione salernitana affichè sostengano tutte le iniziative tese a sensibilizzare e a mobilitare l’opinione pubblica salernitana, quel popolo delle bandiere della pace che è in apprensione per le sorti degli ostaggi, le donne e gli uomini di Salerno che hanno fatto di questa citt? un fronte avanzato di civilt? contro la Guerra, il Terrorismo e la Violenza. Il Coordinamento salernitano contro la Guerra / Per la Liberazione di Simona, Simona, Mahnaz e Ra’ad ha proposto una prima serie di appuntamenti in vista di una manifestazione pubblica cittadina prevista per la mattina di sabato 2 ottobre PER LA LIBERAZIONE DI SIMONA, SIMONA, MAHNAZ E RA’AD, CONTRO LA GUERRA, IL TERRORISMO E LA VIOLENZA:
pubblicato 28 09 2004


Carmela Bianco
in giorni come questi ogni cosa che si dice può dire tanto e può anche dire poco,visto che in tanti hanno gi? detto tanto, ma comunque parlare è importante perchè mantiene vivo il ricordo è un evitare di cadere nell'indifferenza eda lì alla dimenticanza poi il passo è breve e forse sarebbe come fare il gioco dei mostri, i mostri che si saziano della violenza dell'odio della ferocia sperano proprio in questo, sperano nel non ricordo.e qui si sbaglianoperchè chi come noi e le nostre due amiche italianeSimona e Simona siamo vissute nella pace nella democrazia e nel rispetto dei popoli, nella fratellanza e nel bene dei deboli e dei sofferenti, non potremo mai dimenticare, per noi chi vive di questi principi e muore per questi principi è martire, e i martiri non si dimenticano, anzi sono vivi sempre e lo rimarranno per sempre come eroi. capiscoe mi rendo conto che la mamma, il pap? e le persone più care alle due simonesarebbero più felici se loro fossero vive e vegete potrebbero fare ritorno a casa.è proprio a loro che vorrei dire di non perdere mai la speranza. come del resto ho la certezza che neanche le simone hanno perso. i miracoli esistono, e chi vuole e può, lo vorr? e lo far? siatene certi. questo mondo che ha bisogno di certezza ne ha gi? ricevuta tanta delle due splendide ragazza e dagli altrettanti spendidi loro genitori. in queste e per certezze il mondo intero ne ricever? un altra quella dell'avenuto miracolo, con la loro liberazione. loro sono un fiore nato nel deserto e non potr? certamente svanire nel nulla. non potr? sfiorire o rinsecchire. nessun Dio nè il nostro nè il loro potr? permetterlo mai. domani ci sveglieremo e vedremo tanti altri fiori nascere nei deserti del mondo.
pubblicato 28 09 2004


Imma Barbarossa ed Elettra Deiana
Liberiamole È difficile vincere l’orrore suscitato dalla vicenda della scuola dei bambini di Beslan, elaborare il lutto e dire parole per comunicare il dolore. Lo dice il poeta Evtuscenko in una struggente poesia pubblicata su Repubblica. Eppure abbiamo tentato di farlo, a partire certo – come sarebbe stato possibile altrimenti? – dai corpi e dagli sguardi dei piccoli innocenti, dalla nudit? materiale e simbolica con cui sono stati costretti a offrirsi a noi spettatori e spettatrici. Ma anche abbiamo messo al centro della nostra riflessione la responsabilit? di cittadine e cittadini di questa nostra Europa, dove nel Novecento si è consumata la tragedia più grande, dove si è concentrato tutto l’antiumano possibile e immaginabile, vero e proprio paradigma di ogni altro orrore possibile. Tra la gelida faccia di Putin, i confusi ma micidiali servizi segreti russi, l’irruzione scoordinata (solo scoordinata?) delle teste di cuoio e la ferocia disumana di chi ha con gelida indifferenza assorbito e annullato quegli occhi bambini, si è consumata un’altra volta la morte della piet? . In diretta, con la forza dirompente dell’immagine e insieme con il subdolo potere di creare adattamento che essa possiede. Pensiamo che il governo russo avrebbe dovuto trattare trattare trattare con l’obbiettivo di salvare le vite umane, ma non possiamo non contestualizzare la ferocia del terrorismo ceceno dentro la storia della occupazione e della devastazione che da tempo la Russia ha operato nel territorio caucasico. Senza alcuna sbavatura giustificazionista, che non ci è mai appartenuta: riteniamo il terrorismo uno sciagurato fenomeno politico autonomo e non semplicemente il frutto dell’occupazione occidentale. Ma per contrastarlo esso va decifrato, letto nei contesti e nelle modalit? in cui si produce, nelle soggettivit? politiche e nei progetti che ad esso danno il suo imput di morte. Non tutto il terrorismo è automaticamente riconducibile alla piovra di al Qaida e alla sua strategia. Gli attentati omicidi-suicidi palestinesi, che stanno devastando anche la societ? civile palestinese, intrappolandola in un tunnel senza via d’uscita, sono anch’essi il frutto di precise scelte politiche ma rispondono ad altri obiettivi, tutt’affatto diversi da quelli di al Qaida . Dunque sempre il contesto. Pur nella sua autonomia, il terrorismo è oggi strettamente legato alla guerra preventiva e permanente dichiarata dall’amministrazione Bush a quelle parti di mondo che non stanno ai suoi ordini, all’occupazione, alla devastazione del territorio, alle uccisioni, ai bombardamenti massicci di ospedali, ponti, strutture civili. Esso si alimenta con la guerra, qui trova il suo humus e la sua causa di diffusione. I video dell’orrore sono il suo linguaggio, la sua comunicazione, la sua propaganda. L’alta e tecnologica precisione delle Torri Gemelle oggi è la ferocia dei tagliatori di teste e dei loro cameramen. Ci rimandano una risposta parallela e feroce, come macabra irrisione nei confronti dei soldati americani (uomini e donne) che si sono messi in posa ad Abu Graib con i corpi nudi e violati dei prigionieri torturati. E sono il controcanto dei bombardamenti anglo-americani che da settimane straziano senza sosta le citt? irachene, senza distinguere tra miliziani e civili. Quale video ci mostrer? i corpi straziati dei bambini di Baghdad? Questo è l’umano e l’antiumano che tocca vivere all’inizio del millennio a noi che invece ci siamo formate nell’idea – principio di speranza - che tra uccidere e morire ci sia una terza via, vivere. Con questo spirito abbiamo affrontato anche il terribile evento del rapimento delle “due Simone” e degli altri due ostaggi iracheni, colombe di pace in Iraq, volontarie di un’associazione come “Un ponte per”, da sempre contraria alla guerra, all’embargo, all’occupazione. Un lavoro di ponte che ha contribuito a rompere ogni silenzio lì a Bagdad, dove ora donne e bambini trovano il coraggio di manifestare per la loro liberazione, appunto per la vita. Puntiamo dunque alla salvezza delle vite umane, ma insieme senza arretrare nella nostra analisi. La guerra è il contesto della ferocia, il terreno di coltura dei gruppi di criminali che stanno coprendo di sangue la pur legittima resistenza irachena, annegata e invisibile in quello scannatoio che è diventato l’Iraq; è la guerra preventiva di una potenza imperiale che vuole assoggettare il mondo agli interessi suoi e dei suoi alleati e non demorde di fronte a nulla e tutto utilizza per legittimarsi agli occhi di noi occidentali. Se tutti sono oggi contro il terrorismo, non tutti sono contro la guerra, anzi la guerra sfuma e si diluisce di fronte alla potenza mediatica che ambiguamente accende i fari soprattutto sul terrorismo. Del terrorismo va destrutturato il potenziale devastante, ma ne va affrontato il contesto esplosivo, la guerra. Insieme le due cose. Non esistono a nostro avviso due livelli dell’analisi e della proposta politica: come abbiamo da sempre chiesto il ritiro delle truppe di occupazione, così continuiamo a chiederlo, con la stessa coerenza, la stessa determinatezza. I livelli etico e politico vanno tenuti insieme, giacché si tratta per noi di costruire una politica che faccia dell’etica il suo mezzo ma senza ridurre mai la prima alla seconda. Bisogna fare di tutto, di tutto, di tutto per salvare gli ostaggi, per riportare a casa “le due Simone”. Per quanto ci riguarda parteciperemo a tutte le iniziative, continuando a chiedere la liberazione degli ostaggi, la salvezza delle vite umane, ma anche a dire con forza: immediata cessazione dei bombardamenti, fine dell’occupazione, via le truppe italiane dall’Iraq, fuori la guerra dalla storia.
pubblicato 28 09 2004


Diego, nunzio, eduardo.
carissimi, allego alla presente alcune foto scattate alla maratona di berlino di oggi! lo striscione che invoca la libert? per le nostre simone è sostenuto da tre ragazzi di cava dè tirreni, in provincia di salerno, che hanno corso i 42,195 km in via del tutto amatoriale! siamo vicini ai genitori delle simone anche in questo modo! grazie!
pubblicato 27 09 2004


Paolo Violini
Credo che la stima nei vostri confronti e' a dir poco raddoppiata! Dalle ultime notizie la speranza di rivedere le vostre iscritte all'associazione sane e salve sembrano più plausibili! Vi prego fatemi sapere se c'e' bisogno di qualsiasi cosa per darvi una mano in qualche modo! BRAVI ED E' GRAZIE A VOI CHE IL MONDO VA AVANTI! Sapete sono un musicista che ha sempre dedicato la vita a questa attivit? , ma alle volte mi rendo conto che la nostra esistenza dovrebbe essere messa a disposizione di queste splendide associazioni nelle quali io, l'Italia, l'umanit? stessa si deve compiacere!
pubblicato 27 09 2004


David Zeman
Dear Mesdames/Sirs, please allow me to express my deepest sympathy and concern for the fate of ladies Simona Toretta and Simona Pari. I was terribly shocked at this absurd atrocity. Living in a very reclusive way of life, I´m usually unconcerned about anything beyond the narrow scope of my area of work. However, now I´m feeling a deep pain and confusion in my heart. I believe they are alive and will be released - unless everything in this world has lost its sense. I´m praying continuously for these so gentle, so precious, so fascinating human beings. Yours faithfully,
pubblicato 27 09 2004


Silvano
Colgo l'occasione per esprimere tutta la mia personale solidariet? per ciò che sta accadendo, ma anche tutto il supporto e l'apprezzamento per quello che avete fatto in questi anni e quello che state continuando a fare malgrado tutto. Penso che un mondo diverso sia e debba essere possibile, ma che alla vostra azione è ora che si unisca alzando la voce anche chi come me per il momento sta battendo altre strade. Un abbraccio umano e sincero,
pubblicato 27 09 2004


Bruschini
Non ho nulla da inviare solo una breve comunicazione.....ho sentito qualche commento inopportuno rispetto alle opere di assistenza gratuite da parte degli italiani tipo...ma chi glielo ha fatto fare....ed è sempre molto difficile comprendere le menti altrui ......non solo quelle arabe....ma la forma di pace migliore è proprio questa: cercare di vedere pure il mondo con gli occhi degli altri.....e questa disposizione d'animo puo' dare il coraggio a due ragazze giovani con una vita certamente migliore di quella che hanno scelto di partire e recarsi laddove sembra non esserci piu' neanche una difficolta' di pensiero ma solo una forte aberrazione.Occorre una grande forza d'animo e un notevole livello di pensiero per intraprendere la vostra scelta.Grazie a tutti
pubblicato 27 09 2004


Cooperativa Sociale S. Onofrio di Roma
Anche se in altri campi anche noi lavoriamo per risolvere i problemi di fasce deboli della popolazione e migliorarne la qualit? della vita. Anche noi sogniamo un mondo in cui, attraverso il nostro operato, i bisogni dell'uomo si rasformino in desideri, opportunit? , diritti. Siamo quindi legati alla stessa speranza che la ragione torni a parlare e a guidare le azioni di tutti gli uomini. Arrivederci a presto quindi, care Simone.... Simonetta iori
pubblicato 27 09 2004


Carmen '69
Carmen '69Dire che sono quasi indignata è poco! Sono in attesa del mio secondo figlio e puntualmente, anzi quotidianamente mi trovo a dovermi chiedere che diritto ho o quale egoismo mi ha spinto a queste scelte. Il mio primo bambino è nato nel 2002 ed è stato concepito poco dopo la strage dell'11 settembre 2001. Il secondo è stato concepito poco prima il rapimento di Simona Pari e Simona Torretta ( molti giornalisti non ricordano nemmeno i cognomi e ti lasciano credere che fanno prima chiamandole "le due Simone"). Sono spaventata, delusa e incredula per quello che sta accadendo nel mondo. Fino ad oggi, molto egoisticamente, ho creduto di abitare in un posto tranquillo, in mezzo alla campagna e circondata dalle famose "Mucche e Pecore". Ma oggi mi ritrovo ad evitare di avere informazioni da Telegiornali o Quotidianii come per una sorta di autodifesa, per non essere costretta a chiedermi se il posto dove ho messo o metterò al mondo i mie figli, è sicuro visto che proprio "il mondo" non lo è e anche perche non voglio essere complice di chi decide di far vedere immagini per alro ben spiegate a a parole mentre mangio con la mia famiglia o meglio ancora mentre gioco con mio figlio. Mio figlio oggi che ha più di 2 anni comincia a riconoscere le armi, fucili, pistole e spade, come dei giochi. Ho sempre pensato che, nonostante nell'istinto primordiale umano vi fosse una sorta di tendenza alla sopravvivenza e alla difesa, questi tipi di giochi non andassero bene per dei bambini. Ora penso che oltretutto mi fanno anche orrore al solo pensiero che mio stesso figlio un domani potrebbe usarle per come sono state ideate. Se penso all'impegno che gratuitamente dimostate, con la Vostra organizzazione, non posso far altro che inchinarmi e farVi tanto di cappello; ma penso anche che non ci si può confrontare con chi non conosce altro che violenza e idolatria. Purtroppo i due opposti sono molto più "opposti" di quello che si crede e da una parte c'è sicuramente molto meno rispetto per la vita umana. Ho costantemente un pensiero per i rapiti, sia di compassione, di solidariet? che di speranza. E' vero che una donna probabilmente ha una volont? più forte, basti pensare al solo fatto che riesce ad affrontare un parto (e credetemi non è una passeggiata), ma è anche vero che nel nostro animo e nella nostra dignit? restano ferite molto più profonde. Chiedo scusa di questo mio scritto anche un pò consufo ma la situazione non è a dimeno, specialmente dovuta "come al solito" dagli interessi che in certi posti tutto il Mondo ha o pretende di avere, nascondendosi dietro la piet? !
pubblicato 27 09 2004


Diliberto Santi
Preghiamo per queste due donne meravigliose che insieme ai loro amici sono state rapite. Il loro coraggio e la loro fermezza di propositi ci deve fare riflettere sul nostro qualunquismo, sulla nostra scarsa generosita' d'animo. Queste parole le rivolgo a me stesso e ai tanti come me che si crogiolano in un tipo di vita certamente piu' comodo e sicuro, ma anche un po' vuoto di quei grandi ideali che hanno animato e sono scerto continueranno ad animare le due Simone e ta nti altri volontari. Mi auguro di cuore che queste preghiere possano aiutare anch'esse per la liberazione delle nostre coraggiose amiche. Scusate, ma questo e' tutto quello che sono in grado di fare, il mio unico contributo...
pubblicato 27 09 2004


Max
Cari amici, non si può non essere sensibili all'appello per salvare le due Simona & Simona! Sono vivine al cuore di tutti gli Italiani e non solo. Credo che tutto il mondo sia con loro. La guerra è un mostro insaziabile che divora le vite umane e distrugge le coscenze ... un motivo di più per essere forti insieme a chi la guerra combatte con opere di pace tutti i giorni come le nostre due Simo. Capisco che le belle parole non servano a molto in questo momento certo è che oltre alla solidariet? scontata di tutti occorrerebbe lavorare in silenzio .... i nostri 007 al momento non hanno brillato anche se il luogo e la situazione sono molto difficili, speriamo che l'intervento del Re di Giordania sia risolutivo anche se a mio parere non andava pubblicizzatio per ovvi motivi! La stampa non ha il diritto nè tantomeno il dovere di dire tutto, specie quando ci sono delle vite umane in gioco ...... tante margherite in segno di pace per tutti noi saluti
pubblicato 27 09 2004


Chiara
Spero con tutto il cuore che Simona e Simona siano presto libere!Vi esprimo tutta la mia solidariet? in un momento così difficile e doloroso.Sia liberata la pace!!Grazie di tutto.
pubblicato 27 09 2004


Comitato Forum Etruria
Forum Etruria, che oggi si batte per il rispetto dell'integrit? ambientale di questo angolo d'Italia, aderisce all'iniziativa "Facciamo fiorire le margherite", e la promuove sulla sua homepage. Si sta verificando un attacco senza precedenti alla volont? manifestata da gran parte dei cittadini del mondo di volere l'affermarsi di una civilt? in grado di progredire con scelte alla cui base sono: il rispetto per la libert? , l'autodeterminazione, la fede in un possibile vero progresso nei rapporti fra i popoli. In questo ignobile tritacarne rischia di essere fagocita e annullata, ora, anche l'opera di chi come voi, caparbiamente ed in condizioni a volte disperate, cerca comunque di perseguire la strada dell'aiuto ai rapinati di questo mondo. Mandiamo queste poche righe perché quando saranno liberi Ra'ad, Simona, Simona e Mahnaz sappiano che è rimasto vigile, accanto a loro, ogni angolo della coscienza di quanti sanno non esservi benessere e pace possibile in un mondo in cui la vera potenza si misura solo in tonnellate di bombe sganciate,tonnellate di merci inutili prodotte, imposte, comprate, gettate ....., chilowatt consumati, o peggio, incommerciabili chilotoni potenzialmente posseduti.
pubblicato 27 09 2004


Raf Doniz
Cari amici, se volete un consiglio sulla vicenda degli ostaggi, vi chiedo di essere realisti anzichè monotonamente idealisti e retorici. Chiedete, come priorit? delle vostre richieste, il ritiro delle truppe italiane: al 100% le vostre colleghe verrebbero liberate! Questo governo assassino ovviamente non ascolterebbe mai questa richiesta, ma farla è un vostro dovere morale al quale, invece, voi vi siete sottratti. Invece, voi che fate?Chiedete lo stop ai bombardamenti Usa? Ma credete veramente di convincere Bush che non d? ascolto nemmeno al papa e all'Onu?Non capisco questo vostro atteggiamento.Posso capire Bertinotti che aspira alla poltrona di ministro.Ma voi? Volete fare attivare tutti i canali possibili, anche quello del governo, perchè voi ingenuamente credete che un canale attivato dal governo possa essere efficace, quando invece il governo italiano è considerato dagli estremisti islamici il peggior nemico dopo quello americano. I nostri politicanti usano solo la ragione per i conseguenti calcoli politici e non il cuore. Voi, viceversa, pare, che usate solo il cuore per la speranza e non la ragione.Vi siete gi? dimenticati com'è andato a finire con Baldoni? Non restituiscono nemmeno la sua salma! Frattini rivendicò tutto ciò: "Non potevamo cedere al ricatto", cosi' disse. La piet? e la vita umana vengono anteposti al prestigio dello stato! E' questa la linea della fermezza, il "rigor mortis": non bisogna trattare con i terroristi e che l'ostaggio crepi! Se questa è la vostra linea, vi chiedo di lasciar perdere alle vostre prossime iniziative, quali i fiori, i palloncini, e gli spot televisivi: sono rituali macabri per la loro inutilit? rispetto al fine: salvare vite umane! Poi può pure essere che le vostre colleghe vengano liberate, oggi o domani, pare che le ultime notizie lascino sperare, ma se nei giorni addietro fosse arrivato un video nel quale si chiedevano il ritiro delle truppe, voi avreste seguito la fermezza cioè il rigor mortis e non la trattativa. Ah il mondo.......
pubblicato 27 09 2004


AIDOS
Nella trepidazione di queste ore, dopo la sorpresa alla notizia del rapimento di Simona Torretta, Simona Pari e Raad Ali Abdul Aziz di Un ponte per Baghdad e Mahnaza Bassan, di Intersos, e la folle corsa dei pensieri a quello che stava accadendo, a quello che potrebbe accadere, alla violenza e al dolore che troppo spesso, ovunque nel mondo, colpisce le donne in un modo tutto speciale, l'Associazione italiana donne per lo sviluppo (AIDOS) esprime la più profonda solidariet? alle due organizzazioni colpite da questo doloroso evento. In un mondo che troppo spesso si illude di poter costruire la pace attraverso la guerra, la proposta di AIDOS è invece sempre stata sviluppo, sviluppo e ancora sviluppo. Soprattutto, uno sviluppo che metta al centro le donne e ne riconosca il ruolo fondamentale per la societ? e per lanciare sogni e progetti oltre il limite troppo duro di quotidianit? fatte di povert? , discriminazione, mancanza di diritti e di risorse. Donne come Simona Torretta e Simona Pari portano questo messaggio nel loro lavoro quotidiano con i bambini e le bambine di oggi, che saranno gli uomini e le donne di domani, in un Iraq che hanno sempre, senza esitazioni o dubbi, considerato diverso da quello che arriva nelle nostre case attraverso la stampa e la televisione. Per questo AIDOS si sta impegnando affinché la voce del movimento internazionale delle donne con cui è in relazione, dall'Iraq alla Palestina, dalla Siria all'Iran dall'Europa al resto del mondo, si levi con forza per dire che nessuno, e soprattutto non donne che lavorano nella cooperazione, che si impegnano da anni, incondizionatamente, al fianco del popolo iracheno, per costruire pace e sviluppo, può essere trascinato in questa guerra ingiusta e insanguinata. Vorremmo che la liberazione di Simona Torretta e Simona Pari e dei loro colleghi, obiettivo del nostro impegno, sia il segnale di un cambiamento importante nelle politiche internazionali per il Medio Oriente, che porti alla fine di questa inumana spirale di violenza. Daniela Colombo Presidente
pubblicato 27 09 2004


Imma Barbarossa ed Elettra Deiana
Liberiamole È difficile vincere l’orrore suscitato dalla vicenda della scuola dei bambini di Beslan, elaborare il lutto e dire parole per comunicare il dolore. Lo dice il poeta Evtuscenko in una struggente poesia pubblicata su Repubblica. Eppure abbiamo tentato di farlo, a partire certo – come sarebbe stato possibile altrimenti? – dai corpi e dagli sguardi dei piccoli innocenti, dalla nudit? materiale e simbolica con cui sono stati costretti a offrirsi a noi spettatori e spettatrici. Ma anche abbiamo messo al centro della nostra riflessione la responsabilit? di cittadine e cittadini di questa nostra Europa, dove nel Novecento si è consumata la tragedia più grande, dove si è concentrato tutto l’antiumano possibile e immaginabile, vero e proprio paradigma di ogni altro orrore possibile. Tra la gelida faccia di Putin, i confusi ma micidiali servizi segreti russi, l’irruzione scoordinata (solo scoordinata?) delle teste di cuoio e la ferocia disumana di chi ha con gelida indifferenza assorbito e annullato quegli occhi bambini, si è consumata un’altra volta la morte della piet? . In diretta, con la forza dirompente dell’immagine e insieme con il subdolo potere di creare adattamento che essa possiede. Pensiamo che il governo russo avrebbe dovuto trattare trattare trattare con l’obbiettivo di salvare le vite umane, ma non possiamo non contestualizzare la ferocia del terrorismo ceceno dentro la storia della occupazione e della devastazione che da tempo la Russia ha operato nel territorio caucasico. Senza alcuna sbavatura giustificazionista, che non ci è mai appartenuta: riteniamo il terrorismo uno sciagurato fenomeno politico autonomo e non semplicemente il frutto dell’occupazione occidentale. Ma per contrastarlo esso va decifrato, letto nei contesti e nelle modalit? in cui si produce, nelle soggettivit? politiche e nei progetti che ad esso danno il suo imput di morte. Non tutto il terrorismo è automaticamente riconducibile alla piovra di al Qaida e alla sua strategia. Gli attentati omicidi-suicidi palestinesi, che stanno devastando anche la societ? civile palestinese, intrappolandola in un tunnel senza via d’uscita, sono anch’essi il frutto di precise scelte politiche ma rispondono ad altri obiettivi, tutt’affatto diversi da quelli di al Qaida . Dunque sempre il contesto. Pur nella sua autonomia, il terrorismo è oggi strettamente legato alla guerra preventiva e permanente dichiarata dall’amministrazione Bush a quelle parti di mondo che non stanno ai suoi ordini, all’occupazione, alla devastazione del territorio, alle uccisioni, ai bombardamenti massicci di ospedali, ponti, strutture civili. Esso si alimenta con la guerra, qui trova il suo humus e la sua causa di diffusione. I video dell’orrore sono il suo linguaggio, la sua comunicazione, la sua propaganda. L’alta e tecnologica precisione delle Torri Gemelle oggi è la ferocia dei tagliatori di teste e dei loro cameramen. Ci rimandano una risposta parallela e feroce, come macabra irrisione nei confronti dei soldati americani (uomini e donne) che si sono messi in posa ad Abu Graib con i corpi nudi e violati dei prigionieri torturati. E sono il controcanto dei bombardamenti anglo-americani che da settimane straziano senza sosta le citt? irachene, senza distinguere tra miliziani e civili. Quale video ci mostrer? i corpi straziati dei bambini di Baghdad? Questo è l’umano e l’antiumano che tocca vivere all’inizio del millennio a noi che invece ci siamo formate nell’idea – principio di speranza - che tra uccidere e morire ci sia una terza via, vivere. Con questo spirito abbiamo affrontato anche il terribile evento del rapimento delle “due Simone” e degli altri due ostaggi iracheni, colombe di pace in Iraq, volontarie di un’associazione come “Un ponte per”, da sempre contraria alla guerra, all’embargo, all’occupazione. Un lavoro di ponte che ha contribuito a rompere ogni silenzio lì a Bagdad, dove ora donne e bambini trovano il coraggio di manifestare per la loro liberazione, appunto per la vita. Puntiamo dunque alla salvezza delle vite umane, ma insieme senza arretrare nella nostra analisi. La guerra è il contesto della ferocia, il terreno di coltura dei gruppi di criminali che stanno coprendo di sangue la pur legittima resistenza irachena, annegata e invisibile in quello scannatoio che è diventato l’Iraq; è la guerra preventiva di una potenza imperiale che vuole assoggettare il mondo agli interessi suoi e dei suoi alleati e non demorde di fronte a nulla e tutto utilizza per legittimarsi agli occhi di noi occidentali. Se tutti sono oggi contro il terrorismo, non tutti sono contro la guerra, anzi la guerra sfuma e si diluisce di fronte alla potenza mediatica che ambiguamente accende i fari soprattutto sul terrorismo. Del terrorismo va destrutturato il potenziale devastante, ma ne va affrontato il contesto esplosivo, la guerra. Insieme le due cose. Non esistono a nostro avviso due livelli dell’analisi e della proposta politica: come abbiamo da sempre chiesto il ritiro delle truppe di occupazione, così continuiamo a chiederlo, con la stessa coerenza, la stessa determinatezza. I livelli etico e politico vanno tenuti insieme, giacché si tratta per noi di costruire una politica che faccia dell’etica il suo mezzo ma senza ridurre mai la prima alla seconda. Bisogna fare di tutto, di tutto, di tutto per salvare gli ostaggi, per riportare a casa “le due Simone”. Per quanto ci riguarda parteciperemo a tutte le iniziative, continuando a chiedere la liberazione degli ostaggi, la salvezza delle vite umane, ma anche a dire con forza: immediata cessazione dei bombardamenti, fine dell’occupazione, via le truppe italiane dall’Iraq, fuori la guerra dalla storia.
pubblicato 27 09 2004


Annarita Vivante
Se fosse vero quello che scrive il giornale del Kuwait e (a Dio piacendo) si tratterebbe solo di un sequestro a scopo di riscatto, siamo pronti a sostenere una raccolta di fondi per liberare le margherite. Continueremo a visitare il vostro sito ed a leggere tutti i giornali: sappiate pero' che siamo pronti ad aiutarvi in tutti i modi. Una preghiera, una speranza....
pubblicato 27 09 2004


Riccardo Storti
Cari amici, mi chiamo Riccardo Storti e sono il coordinatore delle attivit? del Centro Studi per il Progressive Italiano di Genova. Ci occupiamo di musica e amiamo la pace...abbiamo voluto dedicare la nostra home page alla Vs. iniziativa, esprimendo, a nome di tutti e dell'Associazione che ci ospita (Nonsolomorego), la ns. più sincera, profonda e sentita solidariet? . Siamo con voi. Grazie per l'attenzione. Un saluto cordiale
pubblicato 27 09 2004


Fabio Avallone
Ho conosciuto "Un ponte per..." quando noi della sezione DS del Vomero a Napoli abbiamo organizzato con voi la vendita dei datteri iracheni contro l'embargo. Non trovo le parole per descrivere la nostra angoscia in questo momento. Vi abbraccio
pubblicato 27 09 2004


Astroarte
Rinnovando il nostro cordoglio per tutte le vittime della guerra e del terrorismo, in Iraq come negli USA e in Spagna, in Ossezia come in Cecenia, in Palestina come in Israele e ... in ogni angolo del mondo, esprimiamo la nostra amarezza per come l'essere umano, o "homo hominis lupus" continui a dimostrare di non meritarsi l'aggettivo "sapiens". Per tutte le persone che soffrono a causa di conflitti scaturiti anche ma non solo dalle incomprensioni tra culture diverse, per le popolazioni inermi che pagano sempre il prezzo più alto in sangue versato in ogni conflitto, per i militari che combattono guerre di cui spesso non conoscono le motivazioni reali, per gli operatori e le operatrici di pace che pur conoscendo i pericoli, rischiano la vita per aver cercato e cercare ancora di ovviare alle sofferenze delle popolazioni civili in regioni coinvolte nei conflitti, ci uniamo all'appello che chiede ... LIBERATE LA PACE!
pubblicato 26 09 2004


Paolo Mazzocco
...attendo trepidante il ritorno delle dolci Simona e Simona.
pubblicato 26 09 2004


Tiziana
Sono Tiziana da Roma, questo è il mio pensiero per Simona, Simona, Raad e Mahnaz.. ..una mano tesa incrociate alle altre per liberare PACE!!!
pubblicato 26 09 2004


Silvia Baratella, Floriana Lipparini, Antonella Rosset, Pina Sardella
Ben vengano appelli, manifestazioni e qualsiasi altra cosa sia utile per salvare le vite di Simona e Simona, degli altri ostaggi e di tutti i civili quotidianamente massacrati da bombardamenti e attacchi di ogni tipo. Sottoscriviamo tutto, firmiamo tutto, aderiamo a tutte le iniziative di chi chiede contemporaneamente la fine dei bombardamenti e il ritiro degli eserciti. Se anche le donne della destra organizzano una loro manifestazione non vediamo quale sia il problema, perché ciò che importa è il contenuto politico con cui si manifesta. Ci chiediamo invece se non sarebbe importante proprio in momenti come questi denunciare a più chiare lettere il disastro cui l'ordine patriarcale e bellicista ha condotto il pianeta, riprendendo il filo della critica al pensiero unico dominante, non solo nelle sciagurate dirigenze dei governi in tutto il mondo, ma nei partiti, nei movimenti e in generale nella societ? . Perché non sottolineare con maggior forza il legame di causa ed effetto tra la costruzione sociale, politica e religiosa a dominanza maschile e le guerre e le violenze che costellano la storia, e insanguinano presente e futuro? Chi bombarda, come chi rapisce e sgozza esseri umani, è figlio di una stessa cultura, quella che dall'origine ha escluso il genere femminile dalla piena cittadinanza sul pianeta, militarizzando anche le menti e procedendo in una strada di parzialit? il cui solo esito è la distruzione finale. Se mai c'è stato un momento in cui la necessit? di una svolta radicale è apparsa chiara, è proprio questo. La radicalit? nonviolenta e contraria alla guerra del pensiero femminile è più che mai necessaria, e va dichiarata. Se abbiamo effettivamente una differenza positiva da mettere in campo, è questo il momento. Allora, una proposta simbolica: ci sono alcune donne note in tutto il mondo, che si sono guadagnate visibilit? con il coraggio di pensare, agire e scrivere. Rigoberta Menchù, Vandana Shiva, Arundhaty Roy e altreS Ci sono donne nel Parlamento europeo e nei Parlamenti nazionali che lavorano per la giustizia, per la paceS Ci sono donne che hanno ricevuto premi NobelS Insieme a loro, che possono richiamare l¹attenzione dell¹opinione pubblica mondiale, e con le tante donne che come noi fanno parte dei gruppi femministi e pacifisti, scegliamo un luogo significativo dove tenere un¹assemblea che dichiari solennemente davanti ai cittadini del pianeta un rifiuto forte e chiaro di tutte le guerre, in particolare delle ³guerre preventive², e di tutte le forme di violenza. Denunciamone l¹inganno, la disumanit? . Chiediamo ai governi di fermare subito i massacri. Dichiariamo che adesso deve iniziare un altro tempo, un¹altra era in cui guerre e violenze siano esecrate come innominabili tabù.
pubblicato 26 09 2004


Compagni/e di Oriolo Romano
FUORI LE TRUPPE ITALIANE DALL'IRAQ FUORI LA GUERRA DELLA STORIA LIBERATE RA'AD, MANHAZ, SIMONA E SIMONA! LIBERATE LA PACE!
pubblicato 26 09 2004


Gioia Padroni
Forza Simona e Simona.Il nostro affetto vi aiutera' a superare questo brutto momento.Vi vogliamo bene e vi vogliamo vedere presto!
pubblicato 26 09 2004


Tayseer AROURI (General Coordinator of PDC)
Dear Comrades, On behalf of the Executive Bureau of The Palestinian Democratic Coalition, and on behalf of all members of the PDC, we strongly condemn the coward act of kidnapping the Italian women activists: Simona Torretta and Simona Pari. We demand immediate unconditional release of the two hostages for such savage acts did not and shall not serve the cause of the Iraqi people. We would like to express our solidarity with them and their families in this crisis, and we call upon immediate action to put an end to their sufferings.
pubblicato 25 09 2004


Luigi Terrazzini
invio miei fraterni auguri e viva solidariet? ai rapiti ancora in mano ai terroristi per un loro pronto ritorno a casa. Fraternamente
pubblicato 25 09 2004


carmen
> tremenda coincidenza...stasera all'esselunga di lainate dove abito(mi) ho comprato una grande pianta di margherite e le ho messe sul balcone...ora so che rappresentano le due simone non voglio sapere notizie ...e' come se avessi censurato -oscurato tutte le fonti mediatiche....mi aspetto solo una GRANDE NOTIZIA la loro liberazione e prego il mio santo... per mia figlia per mia sorella x mia madre ...e per loro due....le simone....troppo dolore sdegno angoscia...troppo
pubblicato 25 09 2004


Roberta
Prego –laicamente- che al più presto queste quattro bellissime margherite possano assaporare la luce del sole.
pubblicato 25 09 2004


Ufficio stampa - Avis nazionale
Cari amici, solo per segnalarvi che anche Avis partecipa. Sul sito avis.it c’è l’appello del presidente nazionale e un ordine del giorno del consiglio. Auguri. Viviana Bossi
pubblicato 24 09 2004


Villaggio SOS di trento
Carissimi amici di "un ponte per", alla fine della nostra giornata di lavoro, più intenso si fa il pensiero nei vostri riguardi. Tutto quello che sta accadendo ci colpisce al cuore. Ma non vogliamo soccombere all'odio, ne unicamente allo sconforto... In questi giorni ci sembra di cogliere maggiormente un invisibile rete che riunisce tantissime persone, che nel quotidiano, senza troppo rumore, e sicuramente insieme a tanti limiti, cerca di far crescere un piccolo seme di pace. Sappiamo di non essere soli nel nostro impegno. Questa è la nostra forza! Un abbraccio dal
pubblicato 24 09 2004


Segreteria Sindaco Anzio
Il Sindaco Candido De Angelis, la Giunta ed il Consiglio Comunale, nella seduta di oggi, 24 Settembre 2004, mi hanno incaricato di esprimere alle Vostre famiglie i sentimenti di totale solidariet? e vicinanza della Citt? di Anzio in questo momento particolarmente angoscioso per la sorte delle Vostre ragazze.
pubblicato 24 09 2004


Marredda Marco
Mi chiiamo marko esono della vale d'aosta volevo esprimere tutto il mio rancore verso quei terroristi e per l'amministrazione bush ke ha sbagliato ha intraprendere la guerra e magariadesso le due simonsarebbero ancora vive se non ci fose stato la guerra quindi vi prego ragazze anke qui in vale d'aosta siamo con voi e vi pensiamo perché siamo certi che voi stiate bene P.s per i gentiori delle ragazze io preghero per la loro salvezza
pubblicato 24 09 2004


Viola Baci
un pensiero a tutti voi che state lì e ci aiutate a non smettere di sperare. un abbraccio. e grazie a tutti gli uomini e le donne di pace che rendono comunque migliore questo mondo. noi speriamo e in questa speranza racchiudiamo tutta la nostra voglia di vita. coraggio, la strada è lunga.
pubblicato 24 09 2004


Vincenzo Pira - Direttore Movimondo
Carissimi di Un Ponte per Vi siamo vicini in questo momento di preoccupazione e di dolore. Auspichiamo quanto prima la libert? per Simona, Simona e per gli altri ostaggi presi in Iraq. Un abbraccio solidale
pubblicato 24 09 2004


Il Coordinamento salernitano contro la Guerra
PER LA LIBERAZIONE DI SIMONA, SIMONA, MAHNAZ E RA’AD. Il Coordinamento salernitano contro la Guerra / Per la Liberazione di Simona, Simona, Mahnaz e Ra’ad. Promuove una serie di iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione per la liberazione delle volontarie pacifiste italiane rapite in Iraq, Simona Torretta e Simona Pari, e dei loro collaboratori iracheni Mahnaz Bassam e Ra’ad Alì Abdulaziz, che l’Ufficio Pace della Provincia sostiene nell’ambito delle attivit? di promozione di una cultura della Pace, contro La Guerra, il Terrorismo e la Violenza. Proprio in queste ore, le notizie terribili che ci giungono dall’Iraq ci fanno temere per la loro vita e ci spingono a intensificare ogni sforzo per la loro immediata liberazione, mobilitando le coscienze etiche, civili e religiose di ciascuno. È in questa prospettiva e con questo spirito che rivolgiamo un accorato appello agli organi di informazione salernitana affichè sostengano tutte le iniziative tese a sensibilizzare e a mobilitare l’opinione pubblica salernitana, quel popolo delle bandiere della pace che è in apprensione per le sorti degli ostaggi, le donne e gli uomini di Salerno che hanno fatto di questa citt? un fronte avanzato di civilt? contro la Guerra, il Terrorismo e la Violenza.
pubblicato 24 09 2004


andrea alberghina
Posso dirvi che ci sono...qualunque cosa posso fare, ci sono Ci sono nella preghiera, perchè solo questa mi pare oggi possibile, ci sono se avete bisogno di volontari, per l'Italia o per l'estero, ci sono se vorrete proporre uno scambio, sono disposto a sostituirmi alle Simone Intanto continuo a pregare..
pubblicato 24 09 2004


D'Angiulli Luigi
in questi giorni di buio sono tanti i pensieri e le riflessioni vi giro questa luminosa poesia che spero portata come una fiaccola da tanti tedofori illumini la via della speranza A due donne di pace Rapita la pace , liberate la pace frasi brevissime sintesi estrema che racchiude sofferenza, dolore e rabbia Bastano i loro volti a capire per chi vuole capire bastano i volti innocenti e felici dei bambini che le circondano per indicare la via giusta della pace Eppure continuano a non voler capire eppure bambini innocenti e felici continuano a morire sotto errori intelligenti Che ironia della sorte che sconforto vedere un intelligenza iper tecnologica che ogni giorno uccide i sorrisi e l’innocenza della miseria capace di essere comunque felice Eppure continuano a non capire vogliono allontanare la voglia di ridarsi un futuro vogliono allontanare dalla povert? capace di sorridere le facce della pace vogliono che il viso immensamente solare di due donne che indicano la giusta via sparisca a spegnere per sempre la luce e l’amore. Cosi non sar? , non deve essere. Paolo
pubblicato 24 09 2004


Nicoletta Silvestri
CArissimi come molti italiani sto seguendo le vicende dei vostri volontari con ansia e angoscia. Vorrei ringraziarvi anche perchè ricordate sempre anche i due ragazzi iraqeni che molti sembrano dimenticare, come se il valore di una vita umana si misurasse in base alla nazionalit? : trovo scandaloso e penso che sia alla base delle guerre poter considerare le vite degli italiani più importanti di quelle degli altri. Speriamo che questa brutta abitudine passi presto. Cerco continuamente notizie ma non mi fido molto delle fonti ufficiali che parlano e poi smentiscono con molta superficialit? , per questo vorrei pregarvi di aggiornare più spesso il sito e di segnalarci anche le piccole novit? e le vostre convinzioni e speranze. Se possibile vorrei attraverso di voi mandare un abbraccio alla famiglia Torretta (che ho conosciuto a Camaldoli fin da quando le tre sorelle erano bambine), e un grazie a tutti quelli che lavorano con voi
pubblicato 24 09 2004


Laura Boldrini - UNHCR
Vi prego girare il messaggio alla cortese attenzione di Fabio Alberti. Caro Fabio, in questo momento cosi' difficile siamo vicini a voi e alle famiglie di Simona Torretta e Simona Pari e condividiamo con voi questa profonda angoscia dell'attesa. Un abbraccio caloroso da me e da tutti i colleghi dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
pubblicato 24 09 2004


Antonella Franco
Buongiorno io sono Antonella da Padova.Vi sono vicina in questo momento e vi voglio esprimere tutta la mia vicinanza e solidariet? sto pregando il Signore che liberi i quattro ostaggi e che possano ritornare presto all'affetto dei loro cari. Un abbraccio fortissimo
pubblicato 24 09 2004


Lo staff di Stradarolo
Un saluto affettuoso e solidale.
pubblicato 24 09 2004


Luigi Terrazzini
Invio mia viva fraterna solidariet? ai prigionieri "rapiti" alla pace con l'auspicio e la speranza che presto possano ritornare fra noi e sopratutto con le loro famiglie. Fraterni saluti,
pubblicato 24 09 2004


CONSIGLIO PROVINCIALE DI BOLOGNA
Libert? per Simona Pari e Simona Torretta, libert? per gli operatori di pace iracheni e per tutti gli ostaggi; Libert? , pace e giustizia al Popolo Iracheno. Le drammatiche vicende di queste ultime settimane - dall’immane strage di Beslan alla presa di ostaggi, comprese/i le/i cooperanti di “Un ponte per …” e di “Intersos” - segnano una insostenibile accelerazione nella spietata dinamica della guerra e del terrore. Non possiamo dimenticare che le prime vittime di questa spirale sono le popolazioni civili: in Irak come a New York come in Cecenia, in Ossezia come in Palestina, in Sudan come in Afghanistan, come a Madrid. Nell’esprimere la nostra solidariet? a tutti i rapiti e ai loro familiari e amici, nel richiedere la loro immediata e incondizionata liberazione, riaffermiamo il nostro ripudio della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, come recita la Costituzione del nostro Paese. Ci impegniamo, nel rispetto della diversit? delle posizioni che anche le forze rappresentate in questo Consiglio hanno relativamente alla questione della guerra e della pace:  A fare sì che anche la nostra Pubblica Amministrazione apra una discussione - priva di censure e veti contrapposti - riguardo a come sia possibile contribuire a salvare vite umane, comprese quelle degli ostaggi.  A ricercare soluzioni alle controversie internazionali, operando per la cessazione dei combattimenti, per il disimpegno militare e per l’intervento di organismi di cooperazione, come quelli così duramente e scientemente colpiti nelle persone di Simona e Simona.  Esprimiamo solidariet? alle Associazioni di “Un ponte per…” e “Intersos”, incoraggiandole nel continuare a lavorare per la libert? dei loro collaboratori in ostaggio, a continuare ad essere operatori di pace: sabbia, non olio, nell’ingranaggio terribile della guerra.
pubblicato 24 09 2004


Claudia
Spero che tutto si risolva per il meglio...siete SPECIALI per quello che fate !!! Un abbraccio con tanta stima e rispetto Claudia (TREVISO)
pubblicato 24 09 2004


giovanni del mastro
siete vive. prego per voi e per le vostre famiglie. vorrei tanto abbracciarvi al vostro ritorno.
pubblicato 23 09 2004


IL CONSIGLIO COMUNALE DI VOGHIERA
Certo di interpretare i sentimenti della propria cittadinanza, intende unire la sua piccola voce al grande coro diffusosi nel Paese per la liberazione delle due ragazze italiane “operatrici di pace” unitamente a quella di tutti gli ostaggi; L I B E R A T E L E ! Questo è il messaggio del Capo dello Stato, del Sommo Pontefice, delle più alte cariche istituzionali e delle varie piazze d’Italia ove migliaia di cittadini con fiaccolate e striscioni hanno condannato l’obbrobrioso crimine del rapimento, auspicando un ritorno a percorsi di pace. Anche noi , piccolo Comune della Provincia di Ferrara, diciamo con forza: LIBERATELE! Approvato all’unanimit? dai gruppi consiliari
pubblicato 23 09 2004




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