Arginare il fascismo e la guerra in Ucraina

9 maggio 2014, 14:18

Negli ultimi anni Un ponte per… ha percepito l’urgenza di contrastare l’infiltrazione di gruppi neo-fascisti nei movimenti di solidarietà con popoli in lotta per i propri diritti, come quello palestinese o i serbi di Kosovo e Methojia. Non possiamo oggi esimerci, quindi, dal condannare la diffusa accettazione da parte dei governi occidentali di gruppi neo-nazisti che in Ucraina hanno assunto potere politico e militare durante le rivolte contro il presidente Yanukovich. Le conseguenze perverse di questo processo si sono viste con l’eccidio di Odessa, compiuto dalle bande naziste di Settore Destro il 2 maggio scorso, in cui oltre 70 persone sono state barbaramente uccise, e alcune torturate e stuprate prima di essere bruciate. Gli antifascisti si erano rifugiati nella Casa dei Sindacati della città costiera ucraina, ma l’edificio è stato attaccato e bruciato. E a sostenere sul posto gli squadroni paramilitari nazisti di Pravy Sektor vi erano volontari italiani vicini ad ambienti neofascisti.

Oggi 8 maggio, giorno in cui il mondo commemora la sconfitta del nazismo, esprimiamo orrore per la strage di Odessa e lanciamo un grido d’allarme per il silenzio con cui è stata accolta dalla comunità internazionale, dai media, e dal nuovo regime di Kiev.

E’ certo inoltre che questa guerra sia l’ennesima in cui un ruolo chiave viene svolto da mercenari, pagati da imperi che ancora si spartiscono il mondo in aree di influenza, a spese delle popolazioni locali. Da una parte la Russia ha stanziato forze paramilitari per assumere il controllo della Crimea, utilizzando contractor organizzati della Vnevedomstvenaya Okhrana, ente del ministero degli Interni russo che gestisce società militari private impiegando ex militari per la sorveglianza di basi e installazioni militari. Dall’altra USA e UK hanno sicuramente stanziato a sostegno delle forze di Kiev esperti delle proprie forze armate, servizi segreti e paramilitari dei due paesi, a partire da quelli della compagnia privata Greystone Limited, una costola di quella che in Iraq si chiamava Blackwaters, responsabile di strage di civili, torture e uccisioni arbitrarie. Questi sembrano operare travestiti da unità, i reparti speciali antisommossa del ministero degli Interni di Kiev, ed evidentemente non hanno remore a combattere a fianco di gruppi neo-nazisti.

Davanti a questo crescente utilizzo di mercenari, assume ancora più importanza il nostro impegno nella campagna internazionale contro la privatizzazione della guerra e le compagnie militari e di sicurezza private, ControlPMSCs (http://controlpmsc.org/).

Ci associamo inoltre alle voci di tutti coloro che in queste settimane chiedono di fermare la spirale della guerra, e di scongiurare un attacco NATO all’Ucraina, che servirebbe solo gli interessi geopolitici degli USA e quelli economici del sempre prospero complesso militare-industriale, rigettando il mondo in un incubo da guerra fredda. Nemmeno forze di peacekeeping ONU possono risolvere la crisi. Sono necessari un passo indietro di tutte le nazioni che hanno minacciato l’uso della forza, un grande sforzo di negoziazione e potenziamento dell’azione diplomatica, accanto all’invio sul territorio Ucraino di forze civili di pace multilaterali: migliaia di operatori disarmati capaci di favorire il dialogo tra le comunità, proteggere le minoranze e monitorare l’osservanza degli accordi.