Il mio fratello di Shatila

26 maggio 2016, 16:00

Pubblichiamo la testimonianza di Alessandro di ritorno da Shatila, dove ha potuto incontrare e conoscere Mahmoud, il bambino palestinese che sostiene insieme alla sua famiglia grazie al nostro programma “Family Happiness“.

È giovedì. Il cielo di Beirut è coperto dalle nuvole e una leggera pioggia bagna i tetti del campo di Shatila, costringendo me e i miei compagni di viaggio, Giovanni e Costanza, a tirare fuori gli impermeabili rimasti fino a quel momento in fondo agli zaini. È giovedì, e la nostra permanenza all’interno del campo sta per finire.

I lavori al CYC – Children and Youth Center sono quasi terminati e finalmente c’ è del tempo da dedicare ad un incontro speciale: questa mattina andremo nella sede di Assomud per incontrare Mahmoud, il bambino che la mia famiglia sostiene attraverso Un ponte per… e il programma “Family Happiness“. Assomud è un’ associazione libanese, presente in quasi tutti i campi profughi palestinesi in Libano, che si occupa di garantire l’ educazione scolastica dei bambini dei campi .

Usciti dalla guest house del CYC ci perdiamo nella ragnatela di vicoli stretti che compongono Shatila fino a trovare la sede del centro, dove siamo accolti da Jamila, la responsabile, che davanti ad un the caldo ci racconta la storia e le attività dell’ associazione.

Purtroppo, o meglio per fortuna, Mahmoud la mattina è a scuola e quindi l’ incontro va rimandato al pomeriggio. Salutiamo Jamila e torniamo al CYC. Tra cacciaviti chiodi martelli e qualche falafel per pranzo le ore volano veloci e, stavolta da solo, mi dirigo alla sede di Assomud dove incontro nuovamente Jamila per recarci insieme alla casa della famiglia di Mahmoud.

Arriviamo davanti alla casa e veniamo accolti all’interno dalla madre e da uno dei fratelli di Mahmoud. Mentre aspettiamo che lui torni a casa la madre, con l’aiuto di Jamila per tradurre, mi racconta della difficile situazione della famiglia, del lavoro che svolge all’ interno del campo e di come vivono lei e i suoi 7 figli, dei quali Mahmoud è il più piccolo.

Pochi minuti dopo entra Mahmoud. I nostri sguardi si incrociano ed entrambi ci accorgiamo che non è la prima volta che succede!!

Continua a leggere la testimonianza di Alessandro sul nostro nuovo sito dedicato ai sostegni a distanza.

 

Foto di Alessio Romenzi.