Con le nuove generazioni in Iraq

20 settembre 2016, 14:37

Il nostro impegno in Iraq mette al primo posto le nuove generazioni. È per questo che stiamo potenziando il nostro lavoro assieme ai giovani iracheni e siriani. Sulla linea che va da Suleymaniyah a Zummar, passando per Erbil e Dohuk, sono migliaia le persone coinvolte nei nostri progetti.

Nel campo di Arbat, vicino alla città di Sulaymaniyah, prosegue il nostro progetto Educazione per tutti, un’iniziativa rivolta ai rifugiati siriani e alle comunità ospitanti con l’obiettivo di migliorare le condizioni educative dei minori. Per questo abbiamo costruito, insieme allAgenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e al nostro partner locale Al Mesalla, un nuovo centro giovanile nel campo. Una risorsa importante in un territorio segnato dalle conseguenze della guerra e dalla presenza di oltre 6.000 rifugiati siriani, 1.000 dei quali sono bambini. Attraverso circo, teatro, musica e altre attività di educazione non formale, cerchiamo quotidianamente  di dare una risposta concreta alle esigenze formative di tanti di loro.

Per raggiungere le scuole dove le lezioni sono tenute anche in arabo, quindi accessibili ai rifugiati siriani, abbiamo predisposto un servizio di minibus che accompagni quotidianamente i bambini, un modo concreto per evitare l’abbandono scolastico, fenomeno frequente in contesti di crisi.

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Tra Erbil, Dohuk, Zummar e la stessa Sulaymaniyah siamo anche impegnati nel progetto Youth Across the Ethnicities. Un lavoro importante, nel tentativo di coniugare la costruzione di nuovi luoghi di socialità giovanile e di produzione culturale con il dialogo tra le diverse comunità. Nei 5 Centri che abbiamo aperto, i giovani delle comunità ezide, cristiane e shabak possono ritrovarsi e mettersi in gioco per gettare le basi dell’Iraq di domani: un luogo in cui sia possibile immaginare nuove forme di convivenza, dove la persecuzione delle minoranze non trovi più spazio. Sono tante le iniziative che stiamo costruendo grazie al contributo della Commissione Europea, della Tavola Valdese Ufficio Otto per mille e della Conferenza Episcopale Italiana: focus groups, workshops, programmi di formazione su diritti umani, peace-building, formazioni collettive sull’uso dei Social Media e sulla libertà di espressione.
Tra queste, al via proprio in questi giorni un nuovo ciclo di workshop di video-making che coinvolgerà ragazzi e ragazze in tutti i nostri Centri, pensato per offrire loro le competenze necessarie ad avviare un proprio percorso professionale, e al termine del quale produrranno brevi clip con cui racconteranno le loro storie e la loro quotidianità.

A partire da quest’anno, inoltre, abbiamo attivato un nuovo progetto sulle Comunità Resilienti, finanziato attraverso l’European Trust Fund destinato alla crisi siriana. Il progetto ha l’obiettivo di rafforzare le prospettive dei giovani rifugiati e della comunità di accoglienza, al fine di favorire l’inclusione sociale ed economica in Libano, Iraq e Turchia. In Iraq, oltre a finanziare i Centri giovanili già presenti, prevediamo di aprire 3 nuove strutture destinate ai ragazzi siriani.

Attorno a questi nuovi Centri ruoteranno vari tipi di attività: dal supporto psicologico a quello psico-sociale, dai training alle fondamentali attività di formazione per il peacebuilding, fino all’apertura di due radio, per permettere alle comunità locali di esprimere la propria voce e raccontare le proprie storie, tessendo le fila di una narrazione collettiva. Un esperimento che avevamo già realizzato in Giordania con “L’Ora della Siria”, che aveva garantito ottimo risultati.

Inoltre, sempre grazie al progetto Comunità Resilienti, attiveremo un fondo di microgranting, per finanziare l’avvio di piccole attività commerciali e imprenditoriali, perché il sostegno alla società irachena passa anche attraverso la ricostruzione di un tessuto produttivo messo a dura prova dai tanti anni di crisi economica. Gettiamo insieme le basi di un paese a venire, in cui integrazione, dialogo e pace diventino una realtà concreta.


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