In Giordania tutti a scuola!

30 agosto 2017, 12:45

Prosegue il nostro progetto per la tutela dei bambini rifugiati e giordani: settembre inizia con l’apertura delle scuole ristrutturate grazie al sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nei governatorati di Irbid e Amman.

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Eccoci, oramai ci siamo: manca poco all’inizio del nuovo anno scolastico in Giordania e siamo pronti a tornare in classe assieme ai bambini. Ad 8 mesi dal suo avvio, “Ibtisam” diventa un “sorriso” di soddisfazione e ottimismo.

Il nostro intervento in tutela dei minori in Giordania, che prevedeva la riabilitazione di due istituti scolastici e la formazione degli insegnanti e di altre figure in ambito psicosociale e pedagogico, è entrato infatti nella sua fase più concreta e visibile.

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A Liwa’ Sabah, nella periferia di Amman, la scuola femminile Khawla Bint el-Azuar è già quasi pronta. I muri sono stati riverniciati, i vetri rotti sostituiti e i bagni messi del tutto a nuovo, rendendo l’ambiente molto più accogliente e inclusivo, anche attraverso la realizzazione di piccoli interventi di abbellimento:

nelle scale, ad esempio, i gradini sono stati pitturati con colori accesi e frasi motivazionali in arabo e in inglese sulle quali l’occhio cade più o meno inavvertitamente spostandosi ai piani superiori.

In cantiere anche altre iniziative con le quali poter coinvolgere gli studenti nella personalizzazione dei loro spazi comuni, una volta cominciate le lezioni.

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Gli interventi si sono concentrati soprattutto sulla sicurezza sanitaria, l’igiene e l’approvvigionamento di acqua potabile, con l’installazione di distributori per ogni piano.

I bagni hanno richiesto lo sforzo maggiore, dal momento che le porte di ingresso erano danneggiate e i servizi non erano accessibili agli studenti con disabilità. Ne sono pertanto stati aggiunti altri, fruibili anche per loro, mentre le barriere architettoniche vengono abbattute proprio in questi giorni con l’installazione di piattaforme d’entrata appositamente predisposte. Vecchi magazzini sono stati riconvertiti in bagni ad uso esclusivamente femminile.

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In previsione del freddo invernale, procedono lavori di rafforzamento delle finestre e delle porte, messe inoltre in sicurezza dagli atti di vandalismo esterni.

I lavori nella seconda scuola di Hawara, a Irbid, procedono invece più a rilento, ma in entrambe le sedi partiranno comunque a breve percorsi di formazione con assistenti sociali, operatori sanitari e insegnanti sui temi della tutela dell’infanzia, della protezione e della cura del trauma, in linea con gli obiettivi del progetto:

garantire a comunità rifugiata e ospitante una continuità del percorso scolastico nelle migliori condizioni possibili, proteggendo i minori nelle zone di conflitto, con un approccio inclusivo delle diversità che costruisca “ponti” e non “muri”.

 

Testo e foto di Annamaria Bianco, Un ponte per… Amman.