Iraq. Dalle macerie rinasce la speranza

13 giugno 2018, 14:57

Al via una campagna giovanile per ricostruire la città irachena di Baiji dopo la liberazione da Daesh: oltre 40 volontarie e volontari sistemano le scuole per permettere il ritorno delle famiglie sfollate. 

Per far prevalere la pace nelle città recentemente liberate da Daesh, le famiglie sfollate devono essere messe in grado di tornare alle loro case e alle loro vite.

Per rendere possibile questo ritorno, un team di volontarie e volontari del Tikrit Social Forum (che comprende le organizzazioni Tikirt Youth Council, Let’s Create Joy, The Baiji Youth Council e We Are Peace, tutte realtà della società civile), in collaborazione con l’Iraqi Social Forum, hanno lanciato lo scorso 27 aprile una campagna di ricostruzione. E hanno deciso di iniziare dalle scuole della città di Baiji, uno dei distretti della provincia di Salahaddin.

Le scuole infatti hanno subito danni enormi a causa delle operazioni militari durante la fase della liberazione da Daesh, che aveva occupato numerosi edifici scolastici, danneggiandoli gravemente. Le volontarie e i volontari coinvolti in questa attività hanno cercato di riportarli alla vita, e così facendo, supportare le persone che sono state sfollate, facendo appello al loro ritorno a queste aree diffondendo un senso di sicurezza, e la certezza che l’educazione sarà di nuovo alla base della vita comunitaria.

Si tratta di una campagna importantissima, perché la metà della popoalzione di Baiji è attualmente sfollata, e vive ancora nei campi profughi allestiti nella provincia. Il lavoro del team è un’espressione di solidarietà attiva nei confronti degli abitanti di Baiji, per far sentire loro che non sono soli e che hanno sostengo nella ricostruzione della loro città.

La prima fase della campagna ha preso il via in due importanti scuole del centro cittadino, che prima della guerra accoglievano un gran numero di studenti e studentesse: le scuole di Al-Hai Alasary e di Sabaa’.

Ragazze e ragazzi hanno iniziato con la rimozione integrale dei muri più danneggiati, ridipingendo poi quelli che erano stati bruciati. Hanno assicurato una fornitura costante di energia rinnovando interamente il sistema elettrico; hanno sostituito i container d’acqua danneggiati, i vetri rotti delle finestre, riparato i tubi, sistemato i bagni. Poi, hanno scritto slogan incoraggianti sui muri, per far sentire a casa studentesse e studenti.

Oltre 40 i volontari e le volontarie coinvolte, che proseguiranno con le loro attività nelle prossime settimane per terminare i lavori. Tra le attività in programma anche quella di impiantare oltre 100 piantine nelle principali strade della città, di cui poi si prenderà cura la Municipalità.

Una campagna che è parte del progetto “Sentieri di Coesistenza in Mesopotamia e Medio Oriente”, finanziato dalla svizzera Fondation Assistance Internationale (FAI), che portiamo avanti in collaborazione con l’Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (ICSSI) e l’Information Center for Research and Development. L’obiettivo di tutte le azioni comprese nel progetto è quello di promuovere i valori e i principi dell’Iraqi Social Forum, che sosteniamo sin dalla nascita: coesione sociale, costruzione della pace, coesistenza tra tutte le comunità dell’Iraq.

L’articolo originale è stato pubblicato sul sito di ICCSI: 
http://www.iraqicivilsociety.org/archives/8664