Un anno di lavoro sulla rotta della solidarietà

4 marzo 2019, 15:29

Dopo un anno di incontri attivisti e attiviste da tutta Europa finalizzano un documento sulla migrazione da sottoporre ai/alle candidati/e delle prossime elezioni europee. Per rimettere al centro dell’agenda politica il rispetto dei diritti umani. 

 

The Route of Solidarity” è il progetto che ci ha viste/i impegnate/i per più di un anno insieme a centinaia di attiviste e attivisti provenienti da Spagna, Grecia, Italia e Croazia sulla rotta della solidarietà.

Il progetto muove le mosse e prende il titolo dal viaggio intrapreso nel 2015 sulla Rotta balcanica da migliaia di persone in fuga dalla Siria, che spinse uomini e donne della società civile di tutto il mondo a farsi carico del dolore umano e della speranza di chi affrontava un viaggio in mare per mettersi in salvo.

Su quella Rotta, chiusa per volere degli Stati nel 2016, migliaia di attiviste e attiviste di tutto il mondo si sono incontrate/i per oltre un anno per scambiare buone pratiche, conoscere la condizione delle persone migranti e per comprendere e discutere insieme le politiche dell’Unione Europea, immaginando insieme soluzioni condivise, dal basso.

Roma, Ceuta, Zagabria, Lesbo, Palermo, Pola, Salonicco, Siviglia, sono state di volta in volta i luoghi di incontro, città di accoglienza da cui partire per analizzare e discutere quanto sta accadendo oggi in Europa in materia di migrazione e asilo.

Ogni città e ogni incontro è stato l’occasione per vivere da vicino al fianco delle realtà locali, che quotidianamente rispondono alle difficoltà che i Governi con le loro politiche impongono a persone migranti e rifugiate, e per comprendere come lo scenario europeo e le scelte politiche perseguite stiano tradendo i valori stessi che hanno costituito il processo di integrazione europea.

Incontro dopo incontro, città dopo città, le riflessioni condivise e le testimonianze di chi ogni giorno resiste e combatte per quei valori di solidarietà umana traditi e negati hanno preso corpo in un documento che costituisce la voce di una presa di coscienza e di posizione in difesa dei diritti di tutti e tutte.

La negazione dei diritti umani sanciti dalla Carta Universale dei Diritti dell’Uomo, base stessa della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, è un grave oltraggio ai nostri diritti e una regressione del processo storico che dal Settecento ad oggi ha visto uomini e donne battersi per il loro riconoscimento.

Considerare sindacabile il diritto all’asilo, il diritto all’approdo ad un porto sicuro, il diritto alla vita, mette oggi più che mai a serio rischio la nostra sicurezza e la certezza che l’inviolabilità e la tutela dei diritti umani sia ancora possibile nell’Europa che viviamo, minata e violata nelle sue stessa fondamenta.

Per questi principi, per i nostri diritti, per la sicurezza di tutti e tutte noi, in concomitanza delle prossime elezioni europee, le riflessioni portate avanti nei nostri incontri sono state raccolte in un documento, destinato alle/ai candidate/i europee/i e alle/agli attuali parlamentari.

Un documento che richiama la necessità di riportare, quali priorità dell’agenda europea, la difesa e il rispetto universale dei diritti umani, i diritti di tutti e tutte.

I cinque punti d’azione identificati necessitano di una posizione coerente da parte dei/lle decision makers europei/e, e auspichiamo possano essere al centro della prossima agenda europea:

  • Porre fine alle morti in mare, alla violenza ai confini e lungo le rotte migratorie;
  • Fermare la criminalizzazione della solidarietà;
  • Contrastare la xenofobia con una narrazione positiva in tema di migrazioni e asilo, che rimandi alle possibilità di convivenza tra le comunità;
  • Eliminazione degli hot-spots;
  • Porre fine ai respingimenti e ai rimpatri illegali.

Chiediamo alle organizzazioni della società civile che vogliano aderire al manifesto di inviare la propria adesione entro il prossimo 13 marzo.

L’adesione potrà essere espressa (nome dell’organizzazione/associazione/collettivo e logo) all’indirizzo: solidarityroute@apdha.org con oggetto “Adesione al Manifesto del progetto The Route of Solidarity”.