UE: non investire nelle armi

28 agosto 2019, 12:14

Il progetto politico di un’Unione Europea fondata su pace, diritti umani e disarmo, così come è stata immaginata sin dalla sua nascita, è sotto attacco.

Per la prima volta nella sua storia, la Commissione europea, sotto la forte pressione delle lobby dell’industria bellica, sta progettando di stanziare migliaia di milioni di euro di denaro pubblico per sviluppare una tecnologia militare avanzata.

Nonostante venga presentata come una misura di “difesa”, il reale scopo di questi finanziamenti è preservare la competitività dell’industria bellica europea e la sua capacità di esportazione.

A partire dal 2017,  ingenti fondi dell’UE sono stati destinati alla ricerca e sviluppo del settore militare: prima con il Preparatory Action for Defence Research  2017-2019 è stato approvato uno stanziamento di 90 milioni di euro, poi con il European defence industrial development programme 2019-2020 sono stati stanziati altri 500 milioni di euro. 

Tutto questo a discapito di programmi regionali e strutturali di reale aiuto allo sviluppo.

Ma non è tutto.

Le attuali proposte contenute nel prossimo ciclo di bilancio dell’UE per il 2021-2027 (Multi-annual Financial Framework 2021-2027) compiono un ulteriore passo in questa direzione, indirizzando risorse finanziarie e umane verso “soluzioni” militari e di sicurezza: aumenterebbero, infatti, gli stanziamenti relativi alla sicurezza, alla gestione delle frontiere e alla difesa con incrementi percentuali senza precedenti.

È ormai chiaro che dopo anni di manovre dietro le quinte, l’industria bellica sia riuscita ad ottenere il supporto di alcuni paesi europei e di alti funzionari, riuscendo a far passare le spese belliche sotto forma di “ricerca”.

Se l’UE non tornerà a ritenere centrali politiche e strumenti volti alla risoluzione pacifica dei conflitti e alla lotta contro le loro cause profonde, rischia solamente di alimentare nuovi futuri conflitti.

 

Cosa possiamo fare?

Lettera aperta ai neo-eletti membri del Parlamento europeo: il progetto di pace dell’UE è sotto attacco. (Promosso da ENAAT)

Lunedì, 2 settembre 2019. Insieme a una coalizione di 61 organizzazioni abbiamo scritto una lettera aperta ai Membri del Parlamento Europeo per esprimere la nostra profonda preoccupazione riguardo il numero di proposte politiche che, se prese insieme, rischiano di mettere in discussione i valori fondanti dell’Unione Europea: diritti umani, pace e disarmo.

Leggi la lettera >>

 

Chiedi all’Unione Europea di non investire nelle armi: firma la petizione! (Promossa da ENAAT e WeMove.EU)

Impedisci l’inclusione della ricerca per l’industria bellica nel nuovo budget dell’UE. Nessuna sovvenzione europea dovrebbe andare alla tecnologia militare. I finanziamenti per la ricerca dovrebbero essere destinati a progetti che sviluppano modi nonviolenti per prevenire e risolvere i conflitti ed in particolare per affrontare le cause alla radice dell’instabilità.

Firma la petizione >>