Il 3 ottobre a Lampedusa, ogni giorno a fianco di chi migra

3 ottobre 2019, 11:39

Oggi, 3 ottobre 2019, a Lampedusa ci siamo anche noi.

Ci siamo, a 6 anni dalla grande strage che avvenne in questo mare e causò centinaia di vittime. Un disastro che ha segnato inesorabilmente la storia delle migrazioni nel Mediterraneo.

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Dal 2013 si stima che siano oltre 19.000 le persone morte cercando di toccare le coste dell’Europa. Moltissime non hanno nome, perché sono state raccontate dai sopravvissuti.

Oggi siamo qui perché non vogliamo che il nostro continente si volti dall’altra parte.

Perché in futuro nessuno possa dire “noi non sapevamo”.

Perché si ricordi che il Mediterraneo è divenuto il più grande cimitero della globalizzazione neoliberista.

Siamo qui perché è nostro dovere raccontare le storie di chi fugge da guerra, miseria, devastazioni climatiche, e prova a raggiungere le nostre terre per costruire una possibilità di futuro.

Molte e molti di loro li abbiamo incontrati grazie al progetto DIMMI di storie migranti, di cui Un Ponte Per è coordinatore. Vi hanno partecipato oltre 350 persone migranti, cui abbiamo tentato di dare parola perché le loro storie e aspirazioni di raggiungere questa sponda fossero ascoltate, così come il ricordo di fratelli e sorelle che non ce l’hanno fatta.

DIMMI è uno dei più importanti progetti di trasmissione della memoria, e ci sembrava giusto provare a dargli spazio in questa giornata e in questa isola straordinaria, per molti aspetti. Anche perché la maggioranza del suo popolo rifiuta di schierarsi con cui vuole respingere l’umanità.

Molti di loro sono pescatori, che conoscono bene la legge del mare: una legge che è prima di tutto di solidarietà.

Il 3 ottobre siamo a Lampedusa. A fianco di chi migra restiamo ogni giorno.

Siamo tutte e tutti sulla stessa barca.