Un nuovo ponte verso Banca Etica

18 maggio 2020, 12:37

Nell’assemblea dei soci e delle socie di Banca Etica lo scorso 16 maggio è stata eletta tra i membri del Comitato Etico la nostra Martina Pignatti Morano, Direttrice dei Programmi di Cooperazione di Un Ponte Per. Ecco la sua riflessione. 

 di Martina Pignatti Morano – Direttrice dei Programmi di Un Ponte Per

Nell’assemblea dei soci di Banca Etica, il 16 maggio 2020, sono stata eletta tra i membri del Comitato Etico, che ha funzioni consultive e propositive verso il Consiglio di Amministrazione e gli organismi della Banca affinché questa si sviluppi nell’ambito dei criteri di eticità individuati dallo Statuto, nonché nel rispetto del suo Codice Etico.

È un nuovo ponte che abbiamo voluto costruire verso questa cooperativa, nata dallo sforzo di tante/i di noi che oltre 20 anni fa hanno organizzato centinaia di riunioni territoriali in tutta Italia per raccogliere il capitale iniziale necessario a fondare una banca diversa da tutte le altre.

Un Ponte Per è stata parte di quell’avventura, ha sempre mantenuto i suoi fondi in Banca Etica e ha invitato i suoi soci a divenire soci della Banca, ha sostenuto l’azionariato critico della Fondazione Finanza Etica contro l’economia di guerra di Leonardo SpA, ha coinvolto i soci della Banca in attività come il flash mob del 2017 a Roma per un 2 giugno disarmato.

Noi sappiamo che “Finanza Etica” non è un ossimoro ma una realtà che piace, serve e convince.

Inoltre, siamo sempre più impegnati/e in una cooperazione che crea opportunità economiche, generando posti di lavoro a Nassiriya nel recupero del patrimonio ambientale iracheno, o sostenendo le cooperative di donne del Nord-Est Siriano nella riparazione delle infrastrutture idriche e nella difesa dell’acqua (partecipa qui https://www.crowdfunder.co.uk/water-for-rojava).

Tutto questo ci ha persuasi/e che fosse importante riavvicinarci oggi a Banca Etica. Era un piccolissimo istituto ma è cresciuto e resiste con grande dignità al ciclo di crac e fusioni degli ultimi dieci anni.

Adesso in Italia ci sono solo 200 banche e Banca Etica è ancora una di queste, ostinatamente coerente con i principi sanciti dallo Statuto: trasparenza, partecipazione, equità, efficienza, sobrietà, attenzione alle conseguenze non economiche delle azioni economiche, credito come diritto umano.

Ha 95.064 clienti, l’8,3% in più rispetto al 2018, e raccoglie loro risparmi per 1,7 miliardi di euro, impiegandoli per erogare oltre 1 miliardo di crediti in Italia e Spagna, perché nel frattempo ha accolto il sogno di tante organizzazioni e persone che anche in Spagna volevano un istituto di Finanza Etica.

L’attuale regolamentazione europea non consentirebbe più a tanti piccoli risparmiatori di fondare una banca, la quota di ingresso richiesta è troppo alta, e allora Banca Etica si è internazionalizzata per includere i/le soci/e spagnoli/e.

Quest’anno ho accettato la candidatura per il Comitato Etico, d’accordo con il Comitato Nazionale di Un Ponte Per, perché non possiamo distogliere gli occhi dal sistema finanziario. L’emergenza Covid ha creato povertà e disoccupazione in Italia e in Medio Oriente. Senza accesso al credito per categorie vulnerabili, senza un nuovo mutualismo, ne usciremo tutte e tutti più disperati, più ineguali, più egoisti.

Dalla crisi finanziaria del 2008, come sottolineava in assemblea il vicepresidente di Banca Etica, Andrea Baranes, il sistema non ha imparato un bel niente e i fondi speculativi crescono, la finanza uccide l’economia reale. L’abbiamo visto recentemente quando il gioco dei titoli derivati negli USA (che vendono oggi il petrolio dei prossimi mesi) ha fatto crollare il prezzo del greggio in tutto il mondo.

Così l’Iraq è in crisi profonda, lo Stato ha ancora meno da investire in sanità pubblica e istruzione, la Banca Centrale Irachena non ha dollari per le banche commerciali, persino le semplici operazioni bancarie necessarie per i nostri progetti di cooperazione sono a rischio.

Noi continuiamo a sostenere le giovani e i giovani iracheni che vogliono un paese alimentato da energie rinnovabili, ma non possiamo vederli/e affamati/e da una finanza internazionale che da un giorno all’altro fa crollare l’economia del paese.

Il 16 maggio nell’assemblea online di Banca Etica hanno votato circa 3500 soci e socie, approvando un bilancio con un utile di 6,2 milioni di euro che segnano un eccellente lavoro della Direzione Generale, della Presidente, di tutte le lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari.

Non manca il dibattito interno su questioni sensibili, come la coesistenza di Banca Etica e di alcune “banche armate” in una stessa società che eroga microcredito (PerMicro), ma la dialettica sul senso di questa scelta è positiva, pesa i risultati in termini di imprese e famiglie sostenute, coniuga idealità e impatto, include l’ambizione di “contagiare” il sistema con i nostri valori.

Da questo punto di vista, Banca Etica assomiglia a Un Ponte Per e non può che trarre forza da un vivo confronto interno.

Il fatto che il Comitato Etico venga eletto dall’assemblea invece che dal CdA segna il valore politico di questo Comitato che riflette l’identità della Banca e si dedicherà all’ascolto delle sue componenti per proporre visioni per il futuro.

Nel nostro piccolo, faremo del nostro meglio per dare un contributo significativo.

Martina Pignatti Morano, 18 maggio 2020