Senza acqua non c’è vita

5 giugno 2020, 13:19

Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell’Ambiente. La celebriamo raccontando il nostro impegno su questo fronte in Iraq e nel Nord Est della Siria, dove operiamo da anni. 

In Iraq e nel Nord Est della Siria da anni promuoviamo spazi di riflessione e interventi sulla protezione ambientale e la giustizia climatica, con un particolare focus sul diritto all’acqua, utilizzata spesso come arma.

Ognuno ha un ruolo da giocare. È l’appello lanciato dalle Nazioni Unite in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2020, in quello che definiscono un attacco senza precedenti alle risorse idriche.

Abbiamo scelto di ribadire la necessità di difendere il diritto all’acqua attraverso le voci delle attiviste e degli attivisti che in Iraq e in Siria lottano in difesa dell’acqua.

Iraq

Cambiamenti climatici, cattiva gestione politica, siccità, la costruzione delle dighe a monte dei fiumi in Turchia e in Iran, lo sfruttamento delle grandi compagnie petrolifere: questo, e molto altro, stanno mettendo a dura prova la tenuta ambientale del paese e l’accesso all’acqua della popolazione, con il rischio concreto di conflitti futuri.

Iran e Turchia oggi controllano il 70% delle risorse idriche irachene, gestiscono le dighe e gli affluenti, cambiandone la portata come meccanismo di ricatto. Dighe imponenti come quella di Ilisu in Turchia e quella di Daryan in Iran, rischiano di ridurre drasticamente il flusso delle acque del Tigri e dell’Eufrate. Un pericolo per tutto l’equilibrio ambientale dell’area.

“Oggi, l’acqua è utilizzata come strumento politico contro i curdi, i siriani e noi iracheni. Quest’acqua è di tutti”, afferma Salman, coordinatore della campagna Save the Tigris.

La campagna è stata lanciata nel 2012 da numerose associazioni irachene e supportata da noi di Un Ponte Per.

In questi anni, abbiamo sostenuto gli/le attivisti/e iracheni/e, la produzione del webdoc “Iraq without water” e l’organizzazione dei primi due Mesopotamian Water Forum.

Iraq without water è un viaggio sulle acque del fiume Tigri, attraversando aree un tempo fertili e prospere e oggi ad altissimo rischio. Al centro, la battaglia di un gruppo di giovani attivisti/e della campagna Save the Tigris, lanciata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione delle risorse idriche e incoraggiare la popolazione irachena a battersi per il proprio diritto all’acqua, ad un ambiente sano, alla salute.

Un anno fa, nell’aprile 2019, eravamo al I° Mesopotamian Water Forum a Sulaymaniyah, nella regione del Kurdistan iracheno. Un evento che ha richiamato circa 180 attivisti/e e organizzazioni della società civile da Iraq, Iran, Siria e Turchia.

Il 15 e 16 maggio scorsi, a un anno dal primo Forum, e in piena crisi da Covid-19, abbiamo partecipato al 2° Mesopotamian Water Forum. Nella veste non prevista, quella che questa pandemia ci ha abituato a vedere, ovvero su una piattaforma digitale:

“I ragazzi e le ragazze della Save the Tigris Campaign, sono diventati un punto di riferimento con le loro battaglie in difesa dei popoli delle paludi mesopotamiche e per il riconoscimento del diritto all’accesso all’acqua per gli iracheni. Attorno a loro, anno dopo anno, si è creata una comunità, con attivisti da tutta la regione”, scrive il giornalista Christian Elia che ha seguito i lavori di entrambe le edizioni

Siria

Anche nel Nord Est della Siria noi di Un Ponte Per siamo impegnati/e nella protezione ambientale e nella giustizia climatica. Riteniamo necessario creare spazio per chi voglia impegnarsi in questa direzione: attivisti/e della società civile, esperti/e e tecnici/che, autorità pubbliche.

La Turchia ha sempre usato l’acqua come arma di conflitto per sfiancare la popolazione siriana. Durante l’ultima aggressione turca ad ottobre dello scorso anno, uno dei primi obiettivi è stata proprio la centrale idrica di Allouk, lasciando senza acqua circa mezzo milione di persone in tutta la regione del Governatorato di Hasakeh.

E’ stato sulla base sia della nuova gravissima emergenza in Nord Est Siria a causa dell’attacco armato turco, sia per il lavoro pluriennale che noi di Un Ponte Per portiamo avanti per difendere il diritto all’acqua e la protezione delle risorse idriche in tutta la Mesopotamia, che abbiamo partecipato ad una nuova campagna sul tema dell’accesso all’acqua.

Water for Rojava è una campagna lanciata insieme alle organizzazioni locali e internazionali attive nell’area per sostenere progetti di cooperative di donne e delle Municipalità autonome del Nord Est della Siria per riparare infrastrutture idriche alternative a quelle danneggiate dall’attacco armato, costruire pompe idriche per campi profughi, creare nuovi pozzi e sistemi di irrigazione agricoli.