Un Ponte Per condanna l’attacco turco contro il Kurdistan iracheno

16 luglio 2020, 15:48

Comunicato stampa

Un Ponte Per condanna l’attacco turco contro il Kurdistan iracheno

Roma, 16 luglio 2020 – Ormai da settimane sono in corso operazioni militari nel Kurdistan iracheno da parte della Turchia, che colpisce con attacchi aerei i villaggi – per la maggior parte cristiani – del Governatorato di Dohuk.

Gli attacchi proseguono dal 21 giugno scorso, nel silenzio della comunità internazionale, mentre la popolazione teme possibili incursioni via terra.

Il governo turco afferma che l’obiettivo delle incursioni sono le postazioni del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), come parte dell’offensiva “Claw Eagle” (Artiglio di Tigre), ma gli attacchi hanno già causato almeno 5 vittime civili. Alle attività turche, negli scorsi giorni si sono aggiunti bombardamenti iraniani nel distretto di Haji Omaran, appartenente alla provincia curdo-irachena di Erbil e confinante con l’Iran. Secondo fonti vicine alle Guardie della Rivoluzione iraniane citate dal portale curdo-iracheno “Rudaw”, Ankara e Teheran avrebbero deciso di unire le forze per combattere insieme ciò che definiscono “terrorismo” transfrontaliero nella regione curda.

A questo si aggiungono gli attacchi del 25 giugno nell’area di Suleymaniyah, che hanno colpito anche una località turistica frequentata da famiglie a 35 chilometri dal centro della città.

Circa 21 villaggi prossimi al confine con la Turchia, nel frattempo, sono stati evacuati, causando lo spostamento forzato di 13.000 persone.

Un Ponte Per, presente da decenni nel Kurdistan iracheno, condanna questa ennesima offensiva turca, che sta già causando sulla popolazione civile conseguenze gravissime: dall’area di Zakho, tra quelle colpite, proviene il 60% dei prodotti agricoli regionali, in questo momento inaccessibili, in una situazione di vulnerabilità già molto estesa a causa dell’impennata di contagi da Covid-19 nel paese (+ 600% solo nel mese di Giugno).

Un Ponte Per chiede al governo italiano e a quelli dell’Unione Europea una immediata iniziativa sui governi di Ankara e Teheran e per far cessare immediatamente queste iniziative di guerra e per tutelare la sovranità nazionale e territoriale della Repubblica dell’Iraq.

Nell’ottobre del 2019 Un Ponte Per ha testimoniato in prima persona le costanti violazioni del diritto umanitario da parte della Turchia nella regione del nord-est della Siria, dove l’offensiva condotta ha causato distruzioni immani e nuovi spostamenti di persone verso i campi profughi.

La comunità internazionale non può consentire che la stessa escalation si verifichi oggi nel Kurdistan iracheno.