Il Libano torna in lockdown

20 agosto 2020, 13:30

La diffusione del Covid-19 in Libano sta raggiungendo livelli drammatici, solo nella giornata di mercoledì 19 agosto si sono registrati 589 casi confermati, per adesso il più alto numero di contagi giornalieri dall’inizio dell’epidemia nel paese. Attualmente si sono superati i 10.000 contagi e i 100 decessi. In questa settimana gli annunci allarmanti del ministro della sanità facente funzioni, Hassan, e del direttore del Rafic Hariri Hospital, Dr. Abiad, si sono susseguiti confermando l’esaurimento dei posti disponibili negli ospedali sia per i ricoveri che per le terapie intensive“.

Questo il quadro drammatico che ci arriva da David Ruggini, capo ufficio di Un Ponte Per a Beirut, all’indomani della decisione del governo di imporre un nuovo lockdown in seguito all’impennata di contagi registrati.

“A due settimane dall’esplosione”, prosegue David, “l’incremento del tasso di contaminazione e il passaggio alla fase 4 di contagio, ossia trasmissione locale con molteplici clusters sul territorio, sono direttamente collegati a ciò che è successo nelle ore immediatamente successive all’incidente del 4 agosto, quando moltissime persone si sono riversate nelle strutture ospedaliere rimaste operative perchè ferite o per cercare i propri parenti ricoverati.

La situazione che per molti aspetti appare fuori controllo ha portato il governo facente funzioni ad optare per un ulteriore lockdown dal 21 agosto al 7 settembre. Sarà un lockdown generalizzato dove solo i negozi con beni di prima necessità potranno restare aperti, gli spostamenti sono fortemente sconsigliati e comunque è stato imposto un coprifuoco dalle 6 pm alle 6 am. Fino al 18 settembre, inoltre, sarà in vigore lo stato di emergenza e sarà l’esercito a gestire l’ordine pubblico e la ‘sicurezza’. Per adesso le misure stabilite sembrano escludere una chiusura dell’aeroporto.

Il peggioramento della crisi sanitaria e il nuovo lockdown vanno a colpire una popolazione già allo stremo per la crisi economica, le Nazioni Unite denunciano che oltre il 45% della popolazione è sotto la soglia di povertà. Nelle ultime settimane è stato registrato un incremento delle richieste di visti per l’estero (Europa e Nord America), segno evidente che parte della popolazione spera di lasciare il paese per ricostruirsi una vita”.

 

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