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L’istituzione dei Corpi Civili di Pace ha rappresentato una novità assoluta nel panorama europeo e mondiale. Previsti dalla legge di stabilità italiana del dicembre 2013 grazie ad un emendamento presentato da Giulio Marcon (SeL) e al lavoro portato avanti da reti, Ong e associazioni nell’ambito della più vasta campagna “Un’altra Difesa è possibile!” per l’istituzione di una Difesa civile, non armata e nonviolenta in Italia, solo nel dicembre del 2015 ha visto approvare il decreto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.
Associazioni, enti ed Ong hanno potuto così iniziare a scrivere i progetti che prevedono ogni anno l’impiego di 58 giovani volontariə per 13 progetti in “aree di conflitto, a rischio di conflitto o di post-conflitto”, 24 in 4 progetti nell’ambito “emergenza ambientale all’estero” e altri 24 in 3 progetti per l’ambito “emergenza ambientale in Italia”. In totale, 20 progetti e 106 volontariə, opportunamente formati in Italia per operare in questi contesti.
I progetti presentati da Un Ponte Per prevendono la presenza di 4 volontariə in Libano e 4 in Giordania per un anno, da settembre 2017 per operare con le comunità rifugiate siriana e palestinese e quelle ospitanti, e a partire dal 2023 anche di 4 volontariə in Romania, per sostenere la comunità rifugiata ucraina.
La partecipazione ai Corpi Civili di Pace è possibile attraverso l'applicazione a un bando che viene annualmente pubblicato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.
