Darna al Aman

CONTESTO
 
Dalle prime proteste pacifiche del 2011 contro il regime di Bashar al-Asad, la Siria vive ancora un presente profondamente drammatico. La lunghissima guerra civile, l’affermazione di Daesh (Stato Islamico), gli interventi militari di eserciti e milizie hanno lasciato un paese allo stremo. In oltre 10 anni di conflitto hanno perso la vita più di 400mila persone, mentre sono circa 12 milioni i/le civili sfollati/e o fuggiti/e all’estero in cerca di asilo. Alle infrastrutture ridotte in macerie e ai servizi sanitari quasi inesistenti, in un contesto reso ancora più difficile dal problema endemico dell'approvvigionamento idrico, si è sommata la crisi sanitaria ed economica causata dalla pandemia di Covid-19. Nel Nord Est della Siria (NES), dove Un Ponte Per opera, è in atto dal 2013 un tentativo di autogoverno informato dai principi del confederalismo democratico.

 IL PROGETTO
 "Darna al Aman" (La nostra casa protetta), III° fase del programma Darna, è nato con lo scopo di ripristinare i servizi sanitari primari nella parte ovest di Raqqa, ex roccaforte di Daesh in Siria, al fine di garantire il primo soccorso e il rientro sicuro nella città alle famiglie che volessero farlo dopo la liberazione da Daesh. Fine specifico di questa quarta fase sarà migliorare ulteriormente l’accesso ai servizi integrati di protezione e salute, nonché predisporre luoghi e servizi per la prevenzione e la risposta alla violenza di genere e sui/lle minori.

Tra le attività principali del progetto - finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e dai fondi dell' Otto per mille dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG) e realizzato in loco dal nostro partner Doz - l’incremento delle attività del nostro Centro sanitario di base e di emergenza, fornito di un sistema di Unità sanitarie mobili attive nella città di Raqqa e nelle aree più remote con accesso limitato ai servizi medici.

Saranno inoltre allestiti due Spazi sicuri per donne e bambini, dove combattere e prevenire attivamente la violenza di genere e sui/lle minori, nonché ricevere supporto psicosociale, educazione alla salute, informazioni riguardo ai propri diritti e alla salute riproduttiva. L'intervento nel complesso garantirà l'accesso ad oltre 20mila persone a trattamenti medici di base, visite ginecologiche, pediatriche e neonatali, supporto psicosociale, cura dei casi di trauma a livello emergenziale e non, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7; alle donne verrà garantita la salute riproduttiva e l'assistenza al parto.

Confermati i servizi attivi di trasporto con ambulanze totalmente equipaggiate e uno staff specializzato di paramedici/che e infermieri/e, preparati/e alla stabilizzazione del paziente in caso di complicazioni durante il trasferimento.

UPP IN NORD EST SIRIA

Un Ponte Per è presente in Nord Est Siria dal 2015. Inizialmente ha coordinato l’invio di carichi umanitari destinati alla Mezzaluna Rossa Curda (KRC), per poi strutturare il proprio intervento a partire dal 2016, quando sono stati avviati diversi progetti per ricostruire il Sistema sanitario dell'area e offrire sostegno alla popolazione. Sempre in collaborazione con la KRC, Un Ponte Per ha riabilitato diversi ospedali, tra cui il reparto di maternità dell'ospedale di Raqqa nel 2018, e aperto cliniche nei principali campi per persone sfollate. Parallelamente ha rafforzato il proprio intervento di protezione di donne e minori e sviluppato un programma di potenziamento delle competenze e delle capacità delle Municipalità, a partire dalla corretta gestione e smaltimento dei rifiuti ospedalieri. Un Ponte Per è inoltre impegnata nella risposta regionale alla crisi delle persone rifugiate siriane dal 2012, con programmi di supporto psicosociale, protezione, educazione e orientamento al lavoro in Giordania, Iraq e Libano.

IN BREVE


Nome progetto: Darna al Aman - Fase III

Tipologia intervento: Salute, Protezione

Destinatari: Donne e minori a rischio violenza

Durata: Gennaio 2021 - Dicembre 2022

Area d'intervento: Raqqa ovest, Nord Est Siria

Partner locale: Doz

Finanziato da: Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Otto per mille dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG)