Emergenza Nord Est Siria

AGGIORNAMENTO - 28 OTTOBRE

Nonostante la tregua annunciata, i bombardamenti turchi proseguono costringendo centinaia di persone a spostarsi lontano dal confine con la Turchia. Come denuncia il nostro partner la Mezzaluna Rossa Curda, gli attacchi proseguono in particolare nei villaggi intorno a Ras El Ain. Le città di Qamishlo e Tel Tamer sono già piene di sfollati interni e non c’è più spazio per accoglierli. Qui 25 famiglie, tra cui tantissime donne e bambini, stanno vivendo nelle scuole.

 

 
Mercoledì 9 ottobre alle 16 è iniziato l’attacco turco. Già nel giro di poche ore si sono registrate ondate di persone sfollate in fuga dal confine turco-siriano per mettersi al riparo dai bombardamenti. In alcune zone non arrivano già né medicinali né acqua.
 
Sono state colpite le principali città al confine, tra cui Kobane, simbolo della resistenza curda contro Daesh. La Turchia ha bombardato anche la località di Ein aissa, a 50 km dal confine turco quindi fuori dalla safety zone (32 km) dichiarata da Erdogan.
 
La popolazione si trova nuovamente sotto attacco e in fuga, dopo aver già abbandonato le proprie case almeno una volta in questi 8 anni di conflitto.

 

 

 

"Se l'offensiva non verrà fermata ci sarà una crisi umanitaria. La prima volta che sono entrato a Raqqa, due  anni fa, non ho trovato un edificio in piedi. Queste persone hanno perso tutto. Solo adesso iniziavano a rialzarsi in piedi, in maniera pacifica stavano ricostruendo la loro vita e invece hanno deciso di togliergliela. Bisogna fermare questo piano di morte". Pedro, medico di UPP.

Abbandonare quest’area e la popolazione curda, che ha avuto un ruolo fondamentale nel contenimento e nella sconfitta di Daesh, sarebbe gravissimo, e rappresenterebbe un tradimento dei valori stessi per i quali tante vite sono state sacrificate.

 

 

 

COSA STIAMO FACENDO


Le ambulanze di Un Ponte Per e del nostro partner locale, la Mezzaluna Rossa Curda, sono attualmente operative a Derek, Kobane, Qamishlo, Amuda, Derbasye, Tell Tamer, Serykanyye e Tel Abiat. Stiamo supportando gli ospedali di Tell Tamer, Hassake, Raqqa e Ain Issa nella preparazione alla risposta umanitaria e siamo pronti a distribuire medicinali alla popolazione civile.

Al 4° giorno dall’inizio dell’attacco della Turchia in Nord Est Siria, l’aviazione turca ha bombardato il presidio sanitario d’emergenza della città di Serekanyie/Ras Al Ain. Due medici sono stati feriti e le ambulanze sono state danneggiate.

Colpire le strutture mediche, il personale medico-sanitario, gli operatori umanitari è una gravissima violazione del Diritto Umanitario e delle Convenzioni di Ginevra. Si tratta di un atto inaccettabile, che mette a serio rischio la possibilità di continuare a fornire cure e assistenza ai civili che in queste ore ne hanno bisogno.

 

 

 

 

 

Lo staff locale tra molte difficoltà resta operativo.

Il dr. Sherwan Bery, co-Direttore della Mezzaluna Rossa Curda, dichiara: “A causa della situazione al confine siamo stati costretti ieri sera a riposizionare il nostro team medico e le ambulanze, lasciando scoperti i principali campi profughi. Questa situazione provocherà un rapido declino dei servizi sanitari nei campi, che ospitano al momento decine di migliaia di persone rifugiate e sfollate. Ma la situazione impone di intervenire in prima linea”.

Il tuo contributo ora è più importante che mai per aiutare la popolazione siriana.

Non lasciamoli soli. #DallaLoroParte

 

 

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