Siria. Emergenza nel campo di Al Hol

Un esodo. Una massa di donne... erano quasi tutte donne e con almeno 3 figli al seguito. Ricordavano le immagini di un altro continente, noto per quei bambini e quelle bambine pelle e ossa. Ci hanno raccontato dell’orrore vissuto durante il loro viaggio per arrivare, hanno patito la fame, il freddo ed erano terrorizzate dai bombardamenti che non cessavano.”
Maria P., medico internazionale di Un Ponte Per... in Siria.

 

 

 

Una nuova catastrofe umanitaria rischia di consumarsi nel campo di Al Hol, nella Siria nord orientale. In meno di 4 mesi, tra dicembre 2018 e marzo 2019, sono arrivate 64.000 persone. Il campo ne ospitava fino a quel momento appena 9.000.

La rapida e improvvisa espansione del campo ha generato un’escalation di emergenze, da quella medica a quella umanitaria. La situazione è drammatica. Sono le stesse condizioni del campo - come la scarsità di acqua potabile o di servizi igienici adeguati - a causare le patologie più diffuse che ci capita di trattare. Purtroppo dobbiamo testimoniare che l’intera mobilitazione internazionale a sostegno dell’intervento umanitario in Siria non è sufficiente per rispondere ai reali bisogni.

I bambini e le bambine rischiano di morire per malattie curabili. L'assistenza per i malati cronici è insufficiente e le donne affrontano la gravidanza e il parto in condizioni di grande vulnerabilità. Diarrea, malnutrizione e tubercolosi sono molto diffuse tra i nuovi arrivi.

 

I NUMERI DELL'ESODO


In 4 mesi, nel campo di Al Hol:

  • 64.000 persone arrivate
  • 60.000 sono donne e bambini/e
  • 30.000 sono bambini/e sotto i 12 anni
  • 2 le persone che in media ogni giorno muoiono
  • 25 i casi registrati di tubercolosi
  • 565 bambini/e affetti/e da malnutrizione acuta grave, 21 deceduti/e.

COSA STIAMO FACENDO


Per rispondere a questa emergenza lavoriamo insieme a medici, operatori e operatrici sanitarie della Mezzaluna Rossa Curda (Heyva Sor a Kurdistanê) 24 ore al giorno nei 2 Centri sanitari di base che abbiamo aperto insieme.
Siamo presenti nel campo dal 2017, unica ONG italiana e tra le poche internazionali.

Oltre alle cliniche, gestiamo due Pronto soccorso e il relativo sistema delle ambulanze. 

 

 

 

 

Ma è nella condivisione delle competenze che possiamo fare la differenza e garantire sostenibilità all'intervento, oltre l'emergenza. Per questo abbiamo avviato un ampio programma di formazione per oltre 200 operatori e operatrici sanitari della Mezzaluna Rossa Curda in tutto il nord est della Siria.

Nel campo di Al Hol, stiamo concentrando molte energie e risorse nella formazione di team di Operatori e Operatrici Sanitari di Comunità (Community Health Workers), persone che vivono nel campo e che diventano il primo contatto con i servizi sanitari disponibili:

  • Promuovono campagne di prevenzione “porta a porta”, come quella che recentemente hanno lanciato contro la diffusione del colera
  • Forniscono una prima diagnosi e un primo trattamento salvavita in casi come la polmonite e la diarrea, che possono essere mortali per bambini e bambine al di sotto dei 5 anni.

 

 

 

Oggi operiamo per il futuro della Siria. Insieme al nostro partner locale, la Mezzaluna Rossa Curda, lavoriamo alla ricostruzione e stabilizzazione di un sistema sanitario pubblico e gratuito.

Sostieni il nostro intervento con una donazione. Ci permetterai di fare la differenza per tanti e tante siriane che hanno diritto a cure gratuite e ad un sistema di protezione su cui fondare le basi del proprio futuro.

 

 


 

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