Contro i venti di guerra, a fianco della popolazione civile

16 aprile 2018, 14:50

Siria. Contro i venti di guerra, a fianco della popolazione civile
La posizione di Un Ponte Per…

Roma, 16 aprile 2018 – Il bombardamento a guida statunitense, sostenuto da Francia a Gran Bretagna, lanciato sulla città di Damasco nella notte tra venerdì e sabato, ha rappresentato l’ennesimo gioco di guerra dei leader occidentali, bisognosi di fingersi forti sulla scacchiere regionale del Medio Oriente.

Si tratta di misure che non hanno alcuna utilità per la deterrenza all’uso di armi chimiche, usate più volte in questi 7 anni di guerra dal regime di Bashar Al-Assad, a cui bastano i barili bomba per produrre stragi quotidiane. L’attacco occidentale rischia solo di produrre un’escalation degli scontri regionali, o il semplice permanere del regime.

Per questo, in ogni caso, Un Ponte Per… crede che l’Italia debba negare l’uso delle proprie basi militari, dei porti e degli aeroporti, e interdire lo spazio aereo a chi vuole sommare oggi bombe a bombe. Lo abbiamo ribadito venerdì scorso con un comunicato di oltre 100 associazioni, centri studi, reti e sindacati di tutta Italia, in una conferenza stampa promossa dalla Rete della Pace, a cui purtroppo media e politici prestano poco ascolto.

Il movimento pacifista c’è ma ha messaggi articolati e propone azioni concrete, non facili slogan.

Vogliamo ribadire oggi che la vera guerra in Siria è quella che Bashar al-Assad con la Russia, la Turchia con il silenzio della NATO, la galassia jihadista con complicità saudite, turche e occidentali, stanno muovendo contro il popolo siriano da 7 anni.

Eppure migliaia di siriani lavorano con costanza e sacrificio personale per arginare il disastro umanitario, fornire servizi essenziali alla popolazione, aprire cooperative sociali, costruire municipalismo e consolidare dal basso meccanismi di diplomazia internazionale di secondo e terzo livello, mentre i governi sono allo stallo da anni.

Un Ponte Per… è presente nel nord-est della Siria da anni, dove ha aperto Centri sanitari di primo soccorso durante la battaglia per la liberazione di Raqqa per prestare soccorso ai civili feriti; ha aperto cliniche per fornire assistenza a donne e bambini nei campi profughi nati per accogliere le famiglie in fuga; lavora ogni giorno a fianco della Mezzaluna Rossa Curda inviando carichi di aiuti umanitari, sostenendo la popolazione civile, e oggi ricostruendo le macerie lasciate dalla guerra.

Ricostruendo ospedali, reparti di maternità, strade. Acquistando ambulanze e formando medici ed infermieri. Sostenendo reti di associazioni che organizzano campagne per la coesione sociale e municipi che mettono in pratica l’esperimento del confederalismo democratico, esempio di convivenza e di partecipazione femminile per tutta la regione.

E incoraggiando scambi e sostegni, perché è solo dal basso che si potranno trovare soluzioni ai conflitti, non con nuovi interventi armati.

Anche per questo, Un Ponte Per.. ha sostenuto l’approvazione di una mozione per stringere un patto di amicizia tra il Consiglio Comunale di Pisa e la città siriana di Derik, dove ha sede uno dei suoi uffici. La mozione è stata approvata giovedì scorso, poche ore prima del bombardamento statunitense.

E’ possibile costruire ponti con la Siria ogni giorno.

Invitiamo l’opinione pubblica italiana a farlo con noi, con gli Enti locali, con le attiviste e gli attivisti locali, con le Ong siriane, senza aspettare che sia un missile di Trump a scuoterci dall’indifferenza.

Un Ponte Per…