Sawa II (Insieme)

IL CONTESTO

La Giordania presenta numerose sfide in termini di partecipazione sociale ed economica della componente femminile alla vita della comunità. All’interno della comunità rifugiata siriana in particolare, la componente femminile risulta più vulnerabile in termini di inclusione economica e lavorativa. Allo stesso tempo, un’altra componente di vulnerabilità nella società giordana è rappresentata dalla comunità disabile, il più delle volte esclusa dalla vita economica e sociale del paese a causa di una forte stigmatizzazione che accompagna la loro condizione, spesso all’interno del nucleo familiare stesso. In questo contesto risulta ancora più difficile la situazione dei disabili rifugiati, in gran parte provenienti dalla Siria dopo l’inizio del conflitto.

 

IL PROGETTO

Al via la seconda fase del progetto “Sawa” (Insieme), un programma avviato in Giordania - nell’area di Amman - per la partecipazione, l’inclusione sociale e il miglioramento generale della qualità di vita delle persone con disabilità. L’intervento, avviato a dicembre 2021, è realizzato grazie al sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa evangelica valdese. Le persone beneficiarie sono appartenenti alle fasce più vulnerabili della comunità rifugiata siriana e di quella giordana, alle quali saranno garantiti servizi integrati di riabilitazione, sostegno psicosociale, empowerment ed inclusione, con focus specifico sulle attività sportive paralimpiche e attività di Peer Counseling.

Nella comunità rifugiata dalla Siria, le disabilità sono spesso di natura grave a causa di ferite di guerra e/o mutilazioni. Non esistono nell’area servizi specializzati di riabilitazione fisica e psico-sociale integrata.

Il progetto mira a raggiungere la fascia della popolazione che affronta tra le sfide più complesse, senza discriminazioni di alcun tipo e con particolare attenzione ai/alle giovani con disabilità. L’intervento interesserà circa 60 donne e uomini in età compresa fra i 15 e i 50 anni e le loro famiglie (in totale circa 250 persone), che saranno coinvolti/e in attività sportive paralimpiche come ping pong, goal ball, basket e fitness al fine di accrescere le loro capacità individuali.

Le attività sportive si svolgeranno grazie alla collaborazione con il Comitato Paralimpico Giordano e oltre a rafforzare a livello psico-sociale ragazze e ragazzi coinvolti, avranno una funzione di riabilitazione fisica.

Le componenti principali che costituiscono il percorso di Peer Counseling sono invece il recupero del senso di autosufficienza e la ricostruzione delle relazioni umane. Le sessioni di dialogo verteranno su temi quali coesione sociale, solidarietà, rispetto e tolleranza tra persone rifugiate e comunità ospitanti.

Attraverso questo approccio integrato e olistico sarà possibile intervenire sul senso di emarginazione delle persone, per migliorarne l’autostima attraverso la consapevolezza di poter raggiungere autonomia, nonostante i limiti e le specificità.

Questo progetto si inserisce in un più ampio intervento che Un Ponte Per porta avanti ormai da anni in Giordania, incentrato sulla inclusione e la protezione delle persone siriane e giordane con disabilità.

IN BREVE


Nome progetto: SAWA II. Supporting persons with disabilities from the refugee and host communities in Jordan.

Tipologia intervento: Accesso ai diritti; Coesione sociale.

Destinatari: Adolescenti; giovani adulti; persone con disabilità della comunità ospitante e di quella rifugiata siriana.

Durata: Dicembre 2021 - Giugno 2022 

Area d'intervento: Governatorato di Amman - Giordania.

Partner locale: Jordan Paralympic Committee.

Finanziato da: Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi.