Ucraina: il pacifismo non è un crimine. Protesta internazionale per Yurii Sheliazhenko

7 Agosto 2023, 10:15

Il 3 agosto scorso Yurii Sheliazhenko, segretario del Movimento pacifista ucraino, ha subito un’irruzione nel proprio appartamento da parte dei servizi di sicurezza ucraini. Il suo telefono, computer e alcuni documenti sono stati sequestrati. E’ stato convocato per un interrogatorio oggi, 7 agosto, e contro di lui è stata formalizzata un’accusa penale per “negazione dell’aggressione armata della Federazione Russa contro l’Ucraina”, prevista dall’art. 436/2 del Codice Penale.

Con Yurii abbiamo lavorato sin dai primi giorni dell’aggressione russa all’Ucraina, collaborando con il Movimento pacifista ucraino, aderendo alla campagna internazionale #ObjectWar per la difesa del diritto all’obiezione di coscienza, e lanciando una campagna per sostenere i Costruttori di Pace.

Diffondiamo il comunicato stampa congiunto delle reti internazionali impegnate nella pace per l’immediata protezione del diritto all’obiezione di coscienza per Yurii e per tutti gli obiettori.

Ucraina: il pacifismo non è un crimine
Protesta internazionale per le accuse a Yurii Sheliazhenko

7 agosto 2023 – L’Ufficio Europeo per l’Obiezione di Coscienza (EBCO), l’Internazionale dei Resistenti alla Guerra (WRI), l’International Fellowship of Reconciliation (IFOR) e la Connection e.V. (Germania) condannano fermamente il fatto che Yurii Sheliazhenko, segretario esecutivo del Movimento pacifista ucraino, sia stato formalmente accusato dal governo ucraino del reato di “giustificazione dell’aggressione russa” con la sola “prova” della Dichiarazione del Movimento pacifista ucraino, adottata durante la riunione della Giornata internazionale della pace del 21 settembre 2022, intitolata “Agenda di pace per l’Ucraina e il mondo”. Inoltre, la dichiarazione condanna esplicitamente l’aggressione russa.

Siamo preoccupati dal fatto che i servizi di sicurezza ucraini abbiano fatto irruzione nell’appartamento di Yurii Sheliazhenko il 3 agosto 2023, e abbiano condotto un’operazione illegale di perquisizione e sequestro, non trovando nulla di criminale e portando via il suo telefono, il suo computer e alcuni documenti del Movimento Pacifista Ucraino. Protestiamo fortemente per le molestie subite da Yurii Sheliazhenko, che è stato convocato per un interrogatorio il 7, 8 e 9 agosto 2023.

Ricordiamo al governo ucraino che il pacifismo non è un crimine negli Stati democratici. Chiediamo che l’accusa contro Yurii Sheliazhenko sia immediatamente ritirata e che i diritti umani siano pienamente protetti, compresi il diritto alla libertà di espressione e il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, che è inerente al diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione, garantito tra l’altro dall’articolo 9 della Convenzione europea dei diritti umani e dall’articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), che è inderogabile anche in un momento di emergenza, come stabilito dall’articolo 4(2) dell’ICCPR.

Yurii Sheliazhenko è un noto obiettore di coscienza, pacifista, difensore dei diritti umani e avvocato.

Condanniamo fermamente tutte le azioni di molestia e tutti i tentativi di intimidazione contro di lui e contro il Movimento Pacifista Ucraino, così come tutti i casi di reclutamento forzato e persino di rapimento di coscritti negli eserciti coinvolti e tutte le persecuzioni di obiettori di coscienza, disertori e manifestanti nonviolenti contro la guerra.

Sosteniamo la richiesta dell’EBCO di un incontro urgente con il Presidente dell’Ucraina a Kiev lunedì 7 agosto 2023 per discutere le nostre preoccupazioni e raccomandazioni, anche nel quadro della nostra campagna congiunta “#ObjectWarCampaign: Russia, Bielorussia, Ucraina: Protezione e asilo per i disertori e gli obiettori di coscienza al servizio militare”.