Learning4Life: imparare per vivere

31 Marzo 2016, 15:04

Garantire un percorso scolastico e di sostegno psico-sociale a chi è rimasto fuori dalle strutture educative formali, perché è fuggito dalla guerra ed è oggi rifugiato. E’ questo l’obiettivo di un nuovo progetto in Giordania rivolto ai giovani della comunità siriana.

 

Lasciare il proprio paese in guerra, fuggire verso un luogo più sicuro, trovare riparo in Giordania, iniziare a vivere da rifugiati. E’ questo il destino toccato a migliaia di famiglie siriane, che a 5 anni dallo scoppio del conflitto siriano tentano di sopravvivere come possono in situazioni a volte molto difficili.

Essere rifugiati, spesso, significa anche che bambini e ragazzi restano fuori dal circuito scolastico, interrompendo a volte per sempre il proprio ciclo di studi, esposti al rischio del reclutamento per la manodopera infantile.

Ecco perché è necessario fornire strutture in grado di garantire un’istruzione formale e parallela, immaginare scuole dove manca lo spazio, organizzare attività ludico-ricreative che siano anche di supporto e sostegno per superare i traumi della guerra.

E’ per rispondere a questa esigenza e tentare di colmare queste lacune che è stato pensato il nostro nuovo progetto ”Learning for Life”: dedicato ai rifugiati siriani in Giordania, con un focus particolare su bambini e ragazzi e sostenuto da OCHA.

A partire dal 1° aprile e per i prossimi sei mesi creeremo degli spazi educativi dove verrà fornito sostegno scolastico, cognitivo, sociale ed emotivo alle giovani vittime della crisi siriana.

L’intervento ha l’obiettivo di aumentare le loro opportunità di accesso all’educazione, con uno sguardo particolare ai giovani più vulnerabili, esclusi dal sistema di educazione formale.

Il progetto prevede la formazione di 28 tra insegnanti ed educatori per fornire sostegno psico-sociale a bambini e ragazzi, oltre alla distribuzione di materiale scolastico e all’organizzazione di classi, momenti di apprendimento collettivo e attività ludico-ricreative per minimizzare il rischio della dispersione scolastica e fornire ai giovani gli strumenti per poter costruire liberamente il proprio futuro.

Parallelamente, oltre 200 famiglie parteciperanno ad una serie di incontri di sensibilizzazione sul tema della protezione dell’infanzia e della prevenzione delle violenze.

5.000 tra ragazzi e ragazze colpiti dalla crisi siriana avranno accesso a strutture educative affidabili e materiali scolastici; 1.600 adolescenti prenderanno parte ai programmi di educazione intensiva attraverso i due centri scolastici informali situati a Irbid e Ramtha dove opereremo; altrettanti quelli che parteciperanno alle attività ludico-ricreative di sostegno psico-sociale.

Il primo passo verso la riappropriazione di un futuro che la guerra ha negato è tornare a studiare, poter completare il proprio percorso scolastico, ricominciare a vivere una vita normale.

Dopo anni di lavoro a fianco dei rifugiati fuggiti dalla Siria nei paesi limitrofi, questo nuovo progetto in Giordania si rivolge alla componente della popolazione che più di tutte paga il prezzo di questo conflitto: bambini e ragazzi, che hanno diritto di scrivere il proprio futuro.

Infanzia negata. Il nostro programma per il diritto alla salute e all’istruzione per minori in zone di conflitto.