Adreen. Insieme, più forti

7 luglio 2017, 12:51

 

Al via un nuovo intervento in Giordania, sostenuto da Ocha e dedicato alla tutela della salute e all’accesso ai diritti per le persone con disabilità. Per rimuovere barriere e incoraggiare l’inclusione.

 

Si chiama “Adreen” e proseguirà per i prossimi 8 mesi il nostro nuovo intervento dedicato all’accesso alla salute per le persone con disabilità in Giordania.

Il lavoro si concentrerà soprattutto nelle aree rurali del paese ed in particolare a Ramtha, area di confine con la Siria, che ospita un alto numero di persone con gravi ferite di guerra.

Il progetto è rivolto in modo particolare alle persone più marginalizzate, che hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari essenziali: oltre alle loro limitazioni motorie o alla mancanza di strutture adeguate, lo stigma sociale e la discriminazione verso le disabilità e le condizioni mediche croniche giocano un ruolo centrale nell’isolamento della comunità che vogliamo raggiungere.

Per migliorare le condizioni di salute, come sempre, ma anche per contribuire all’inclusione sociale di chi spesso resta tagliato fuori a causa di quelle che sono considerate limitazioni.

Per questa azione, lavoreremo insieme al centro giordano Al Hussein Society Jordan for Training and Inclusion, una realtà all’avanguardia per il trattamento di disabilità fisiche, sensoriali e psicosociali, da tempo impegnata nel garantire servizi alle comunità più marginalizzate promuovendo l’autonomia e l’integrazione delle persone con disabilità.

Alla base del progetto la messa in funzione di cliniche mobili, a bordo delle quali saranno a disposizione un fisioterapista, uno psicologo ed un terapista occupazionale per visite approfondite, con l’obiettivo di identificare i bisogni dei pazienti con disabilità fisiche e psicomotorie, e di altri membri del nucleo familiare che necessitino di assistenza medica specializzata.

Sarà anche lanciata una campagna radiofonica per informare la popolazione sull’intervento, sui servizi messi a disposizione, e sulle modalità di accesso alle unità cliniche mobili, puntando a sensibilizzare la comunità sulle disabilità e sull’importanza dell’integrazione.

Dopo le visite i medici e gli esperti consiglieranno alle persone assistite le cure e gli interventi migliori presso le strutture mediche statali, verso i quali le accompagneremo, anche finanziariamente. Organizzeremo poi sessioni di riabilitazione in base a specifiche necessità individuali, anche a casa per chi non ha la possibilità di raggiungere gli ospedali.

Feriti di guerra e persone affette da patologie degenerative gravi saranno le priorità del nostro intervento, che insieme al centro Al Hussein punta a realizzare gli ausili alla mobilità necessari ad assistere i pazienti ma non ancora reperibili in Giordania.

Inoltre, grazie all’intervento di esperti in terapia occupazionale, interverremo sulle barriere architettoniche da eliminare e su eventuali luoghi delle abitazioni delle persone raggiunte da modificare in base alle loro esigenze motorie. Tentando di costruirgli intorno un ambiente sicuro e confortevole.

E continuando a costruire Ponti e ad abbattere muri. Soprattutto quando si tratta di barriere architettoniche o mentali che non garantiscono pari diritti a tutte e tutti.