Prosegue il nostro impegno a fianco del Rojava

Stiamo costruendo un nuovo ponte. Un ponte che guarda alla Siria, alla sua guerra devastante, alle sue più di 13 milioni di persone sfollate e rifugiate.

E’ giunta il 29 maggio scorso alla frontiera siro-irachena una spedizione umanitaria di attrezzature sanitarie e farmaci di base destinati alla popolazione del Rojava, l’area a maggioranza curda della Siria che sta resistendo all’avanzata di Daesh.

La spedizione del carico di medicinali, disposta dalla Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri, è partita dal deposito delle Nazioni Unite di Brindisi diretta a Dohuk, nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno, dove è stata presa in consegna per la successiva distribuzione alla popolazione del Rojava  da parte di Un ponte per…

Il Rojava confina a nord con la Turchia, che tiene chiuse le sue frontiere, e a sud rappresenta un lunghissimo fronte contro le milizie di Daesh.

Abbiamo rotto questo assedio attraverso il Kurdistan iracheno, che ha un piccolo punto di confine con il Rojava. Il carico, del valore complessivo di 90.000 euro, è composto da attrezzature sanitarie, farmaci di base e altri materiali necessari ad assicurare prima assistenza a pazienti traumatizzati. Aiuti per 20.000 persone nei prossimi 3 mesi.

Si tratta del primo, importante, gesto ufficiale di sostegno all’area a maggioranza curda della Siria da parte delle istituzioni italiane. Dopo la battaglia di Kobane si stava da tempo cercando un modo per sostenere il Rojava e la sua popolazione, che sta realizzando un modello unico per l’area di laicità, auto-governo e convivenza tra comunità curde, yazide, cristiane, arabe.

Noi di Un ponte per… abbiamo ricevuto il carico italiano nel Kurdistan iracheno e abbiamo curato tutte le fasi del trasporto verso la Siria e l’area del Rojava, dove gli aiuti hanno già iniziato ad essere distribuiti nei campi profughi e negli ospedali pubblici grazie alla Mezzaluna Rossa curda.

Questa spedizione segue di pochi giorni quella già realizzata tra il 2 e il 3 maggio scorsi, quando un primo carico di aiuti umanitari destinato alla popolazione del Rojava era stato consegnato da Un ponte per… grazie allo straordinario contributo dell’Ufficio Otto per mille della Tavola Valdese. Anche il quel caso il carico era composto da medicinali introvabili nell’area, specifici per le cure dei malati di tumore e destinati a circa 6.000 persone nel Rojava, che sono stati distribuiti negli ospedali di Derik/Al Malikiah e Qamishlo.

Dopo anni di lavoro in Giordania, Libano, Iraq e Italia per i rifugiati siriani, sappiamo che è necessario trovare il coraggio per entrare in Siria e sostenere in ogni suo angolo forze vive e dialoganti. Sostenere tutti coloro che lottano contro l’oppressione e la barbarie di Daesh.

I curdi siriani sono in prima fila in questa battaglia da anni. Ed hanno creato una delle poche aree della Siria dove i cristiani e gli yazidi non sono perseguitati, dove le donne hanno lottato ed ottenuto la legislazione più innovativa di tutto il Medio Oriente. Leggi rivoluzionarie che nelle settimane scorse avevamo ricevuto in esclusiva e tradotto in italiano.

Nella piccola città di Derik è stata eletta una giovane donna come sindaco, un Ingegnere impegnato per la sua collettività. Per la prima volta è stata scelta per questa carica una donna, fuori dai partiti e tramite elezioni libere, impossibili sotto la dittatura di Bashar al-Assad.

In questo momento è necessario non lasciare sole le popolazioni del Rojava, non abbandonarle con le loro speranze e la loro strenua resistenza. Stanno costruendo pace e hanno bisogno dei nostri aiuti materiali, della nostra solidarietà, e se il confine con la Turchia rimarrà chiuso continueremo a guadare il fiume Tigri dal Kurdistan iracheno per dimostrare che siamo con loro.

Nei prossimi mesi il nostro impegno proseguirà con alcuni corsi di formazione in Rojava sul trattamento dei traumi in situazioni di conflitto e con ulteriori invii di aiuti umanitari.

Senza gesti concreti la Pace in Siria rimarrà un’utopia e passeremo il tempo a contare i morti sui barconi e piangere le vittime di questo conflitto senza fine.

Domenico Chirico – Direttore Un ponte per…

 

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