L’Iraq che rinasce

5 giugno 2018, 17:04

La Piana di Ninive, in Iraq, è stata per decenni culla di comunità millenarie che vivevano pacificamente le une accanto alle altre. Anni di guerre e conflitti hanno tentato di minare quel mosaico di civiltà che rappresentavano, fino al dramma vissuto nel 2014 con l’avanzata di Daesh nel paese, la conquista dell’area, e il conseguente sfollamento di migliaia di persone.

A Ninive, a fianco di queste comunità, lavoravamo da anni. Siamo stati/e al loro fianco durante la fuga e lo sfollamento, e lo siamo oggi, accompagnandone il ritorno. La liberazione da Daesh, però, ha lasciato città in macerie, e un tessuto sociale che va ricostruito dal principio. Bartella, Qaraqosh, Bashiqa, oggi sono città distrutte, in cui però non si arrende la determinazione delle persone, il desiderio di tornare, ricostruire, ricominciare.

Con loro siamo tornati/e, continuando a lavorare sulla costruzione della pace, del dialogo, della riconciliazione. Intrecciando i fili della coesione sociale, perché gli effetti dei conflitti si fanno sentire anche quando le armi ormai tacciono.

Con questo obiettivo 6 mesi fa abbiamo avviato il programma di peacebuilding “Bringing Communities in the Niniveh Plan”, sostenuto dal Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ) , che ha visto concludersi una prima fase di interventi a maggio. Un momento celebrato con una grande Conferenza per la Pace, ospitata nella città di Qaraqosh, cui hanno preso parte oltre 400 persone arrivate da tutta l’area della Piana di Ninive e da Mosul.

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Città è comunità che stanno lentamente tornando alla vita: quello in cui stiamo lavorando è un Iraq che rinasce dalle sue macerie, grazie alle tante comunità e ai/alle giovani che lo stanno ricostruendo, partendo dai legami sociali che la guerra aveva spezzato. Ricomponendo il proprio mosaico di civiltà, riconoscendosi nelle differenze. 

Tante le attività che abbiamo organizzato insieme ai nostri partner locali (Dak, EOD, YMO), che si sono svolte in questi primi, intensi mesi di lavoro. E che sono iniziate proprio da Qaraqosh, principale città cristiana in Iraq, con un bellissimo Festival della Lettura che ha visto le strade del centro riempirsi di decine di bancarelle di libri a disposizione di tutte e tutti, e la partecipazione di centinaia di giovani arrivati da tutta la provincia. 

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A Bashiqa, invece, ragazze e ragazzi hanno ripiantato gli alberi. Quelli a cui Daesh aveva dato fuoco, lasciando in cenere le loro radici. Si sono armate/i di zappe e piccoli ulivi, per riportare il verde in città, e anche la speranza. 

alberi

E’ stata poi la volta di un grande Festival di Cibo e Folklore, organizzato il 21 aprile scorso dalle donne di tutte le comunità della Piana di Ninive, provenienti da diversi villaggi dell’area. Oltre 350 le donne cristiane, ezide, kaka’i, musulmane, turcomanne e curde che hanno preso parte all’organizzazione di un Festival immaginato per mettere al centro le tradizioni delle diverse comunità e tornare a farle incontrare, come avevano sempre fatto. Perché la diffidenza creata dai conflitti può essere superata solo attraverso la condivisione, e le donne hanno scelto di ripartire dal loro stare insieme.

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Workshop, focus group, conferenze e incontri si sono alternati, in questi mesi, ad attività culturali condivise, musica, spettacoli teatrali. E naturalmente allo sport, con un Torneo di Calcio per la Pace partecipatissimo, che ha visto sfidarsi 12 squadre giovanili provenienti da Bashiqa, Bartella e Qaraqosh.

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E ancora, le Maratone per la Pace: quelle che hanno attraversato le strade della cittadina di Bartella libera da macerie e mine. Una giovanile, l’altra interamente femminile, a cui hanno partecipato moltissime ragazze di diverse comunità della Piana di Ninive, arrivate da città e villaggi dei dintorni per lanciare il proprio messaggio di autodeterminazione e desiderio di partecipazione, in una società che sappia accogliere le differenze e rispettarle. 

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Un bellissimo Festival della Pace ha animato invece la città di Nimrod, con la partecipazione di oltre 600 persone arrivate da tutta l’area per condividere esperienze, musica, tradizioni, cibo, cultura.

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Dall’Italia invece è arrivato Luca Chiavinato, il nostro amico musicista padovano protagonista di un grande Concerto per la Pace a Ninive, con il gruppo che ha contribuito a formare – Mshakht and New Landscape -, composto da giovani musiciste e musicisti siriani, iracheni e curdi, che animano i tanti Centri giovanili che abbiamo aperto nel paese. Usando la musica come strumento di conoscenza reciproca hanno iniziato a suonare, senza smettere più. Oggi hanno dato vita ad un’orchestra itinerante, e insieme abbiamo realizzato il cd “Walking Sounds“.

Chiavinato

Le donne, le nuove generazioni, la società civile: sono questi gli agenti del cambiamento per costruire un futuro di pace in Iraq. Per questo il nostro intervento a Ninive andrà avanti nei prossimi mesi, continuando a sostenere dal basso l’Iraq che resiste.