Siria: UPP e l’Unione Europea insieme per alleviare le sofferenze della popolazione colpita dalla guerra

3 luglio 2019, 11:20

Comunicato stampa

Siria: Un Ponte Per… e l’UE insieme per alleviare le sofferenze della popolazione colpita dalla guerra

Dal 2017 ad oggi la presenza costante di Un Ponte Per… in Siria, a fianco della Mezzaluna Rossa Curda, ha garantito assistenza sanitaria a piu’ di 240.000 persone. Un lavoro che continuerà nel corso di tutto il 2019 grazie a fondi dell’Unione Europea.

 

Roma, 3 luglio 2019 –  La guerra in Siria sta entrando nel suo 8° anno e continua ad essere caratterizzata dal costante flusso di sfollati interni e da grandi sofferenze della popolazione. Sono attualmente 13,1 milioni le persone ancora bisognose di assistenza umanitaria, 5,6 milioni delle quali versano in stato di grave necessità. Il deterioramento del sistema sanitario rimane un fattore di grande preoccupazione e la possibilità di accesso all’assistenza medica continua ad essere estremamente carente, in particolare nelle regioni di Hasakeh, Raqqa, Deir ez-Zor e Aleppo, nel nord est siriano. Alcune tra le principali città e zone strategiche di queste regioni, infatti, hanno vissuto l’occupazione di Daesh (Stato Islamico) dal 2014 al 2018, mentre l’ultima roccaforte del gruppo in Siria – Baghouz, Deir ez Zor – è stata affrontata solo recentemente dalle forze guidate dalla Coalizione Internazionale, nel marzo 2019. Da allora, gli attacchi da parte di Daesh si sono intensificati di giorno in giorno.

Per questa ragione è stata recentemente avviata la terza fase di un intervento umanitario da parte dell’Organizzazione italiana Un Ponte Per… nel nord est della Siria, reso possibile dal finanziamento umanitario pari a 1 milione di euro per il 2019 da parte dell’Unione Europea, e grazie alla collaborazione con il partner locale, la Mezzaluna Rossa Curda.

“Assistenza sanitaria salva-vita per la popolazione nel nord est siriano” è stato avviato da Un Ponte Per… nel 2017, quando l’emergenza da fronteggiare era quella relativa alla battaglia di Raqqa, roccaforte di Daesh nel paese. Da allora, la presenza dell’organizzazione e della Mezzaluna Rossa Curda è stata costante, portando al conseguimento di importanti risultati: in 3 anni è stata garantita assistenza sanitaria a 240.000 persone.

Obiettivo di questa terza fase, che si estenderà per gran parte del 2019, è migliorare i servizi di assistenza sanitaria di base e di trasferimento in ambulanza dei pazienti; potenziare la prevenzione in ambito sanitario e garantire la protezione umanitaria ai soggetti più vulnerabili.

Nel corso del 2017, durante la battaglia di Raqqa, Un Ponte Per… ha allestito 2 Centri medici per la stabilizzazione dei feriti, che durante gli scontri armati hanno permesso di assistere oltre 5.000 persone. Nello stesso periodo è stata allestita una clinica nel campo per sfollati di Areesha, nell’area di Deir ez-Zor, che già nei suoi primi mesi di attività ha garantito servizi di medicina interna, pediatria e ginecologia, raggiungendo oltre 42.800 persone. Al termine degli scontri armati a Raqqa, il Centro per la stabilizzazione dei feriti è stato convertito in una clinica attrezzata per assistere stabilmente la popolazione che gradualmente stava facendo ritorno alle proprie case.

A questo si è affiancata la costruzione di un sistema di 21 ambulanze, prima inesistente, che ha permesso a team medici specializzati di spostarsi nelle aree di Raqqa, Tabqa, Hassakeh e Deir ez-Zor, garantendo assistenza medica a persone che altrimenti non avrebbero avuto accesso ad alcun servizio sanitario, in particolare alle famiglie sfollate interne e a centinaia di bambini.

In una seconda fase dell’intervento, portata avanti nel corso del 2018, Un Ponte Per… e la Mezzaluna Rossa Curda hanno continuato a garantire sostegno alle cliniche di Raqqa e Areesha, estendendo il proprio intervento anche a quella di Kasrah (Deir ez-Zor), dove è stato completamente ristrutturato il reparto di maternità, ed avviando un percorso di formazione del personale sanitario locale finalizzato all’aumento di competenze nel campo della protezione umanitaria dei casi più vulnerabili identificati nelle cliniche.

I risultati più importanti in termini di protezione sono stati raggiunti proprio nella clinica di Areesha: sono stati infatti 55 i casi identificati come bisognosi di protezione, per la gran parte donne e minori, segnalati e presi in carico da attori specializzati.

Lo sviluppo delle competenze locali di operatori sanitari e delle capacità di risposta in materia di salute e protezione rimane uno dei pilastri dell’azione di Un Ponte Per… e della Mezzaluna Rossa Curda. Tra il 2017 e il 2018 sono state organizzate formazioni rivolte a 219 membri dello staff delle due organizzazioni, e in particolare a personale medico e para-medico sui principi che regolano l’aiuto umanitario, sui protocolli standard per emergenza e salute primaria, sulle tecniche di primo soccorso psicologico, sui comportamenti da tenere in zone minate. La formazione si è inoltre focalizzata sulla protezione delle persone più vulnerabili, per favorire un maggiore accesso a servizi specializzati quali la gestione dei casi di violenza di genere e di abuso di minori. Una formazione costante che proseguirà anche nel 2019, e che comprenderà l’aggiornamento continuo dei protocolli di medicina d’urgenza, di protezione di donne e bambini, la presa in carico dei casi più vulnerabili, con un’attenzione particolare verso i diritti delle persone con disabilità.

Attraverso questo nuovo intervento, che rappresenta la naturale prosecuzione di quelli precedenti, Un Ponte Per… e la Mezzaluna Rossa Curda continueranno a fornire gratuitamente servizi sanitari di base alla popolazione e servizi specializzati rivolti in particolare alle donne e ai minori; potenzieranno le capacità degli ospedali pubblici negli interventi di medicina d’urgenza e sosterranno l’attuale sistema di trasporto e trasferimento dei pazienti in ambulanza; svolgeranno inoltre attività di prevenzione in materia di salute e tutela dei soggetti vulnerabili, e contribuiranno a migliorare le capacità di identificazione dei casi bisognosi di protezione agevolando la presa in carico da parte di attori specializzati.

Un impegno che fa parte di un più ampio spettro di interventi portati avanti da Un Ponte Per… nel nord est della Siria sin dal 2015, che ha visto tra le altre cose la distribuzione di numerosi carichi umanitari destinati alla popolazione, la riabilitazione del reparto di maternità e pediatria dell’ospedale di Raqqa, il sostegno alle Case delle Donne per la protezione delle vittime di violenza di genere, e molto altro.

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L’Unione Europea con i suoi Stati membri guida un programma di finanziamento globale agli interventi umanitari. Attraverso il Dipartimento della Commissione Europea per l’assistenza umanitaria e la protezione dei civili (European Commission’s Humanitarian Aid and Civil Protection Department – ECHO), l’UE sostiene oltre 120 milioni di vittime di conflitto e disastri ogni anno. Con un quartier generale a Bruxelles e un network globale di uffici sul campo, ECHO fornisce assistenza alle persone più vulnerabili sulla base delle necessità umanitarie, senza alcuna discriminazione di razza, appartenenza etnica, religione, genere, età, nazionalità o affiliazione politica.