Siria. “Orgogliosi del nostro staff. Adesso le istituzioni intervengano”

11 ottobre 2019, 13:36

Comunicato stampa 

Siria. “Orgogliosi del nostro staff. Adesso le istituzioni intervengano”
I rappresentanti di Un Ponte Per, Ong italiana presente in Nord Est Siria dal 2015, lanciano l’appello perché siano indette manifestazioni di solidarietà alla popolazione curda in tutto il paese. E alle istituzioni italiane ed europee, perché intervengano.

 

Roma, 11 ottobre 2019 – “In queste ore drammatiche per la Siria siamo orgogliosi del nostro staff, locale ed internazionale, che si trova nei territori del Nord Est e rappresenta uno dei pochi aiuti umanitari a sostegno della popolazione civile colpita dalle bombe di Ankara. Con i nostri partner della Mezzaluna Rossa Curdo siriana stiamo cercando di fronteggiare una situazione drammatica fatta di decine di migliaia di persone sfollate in fuga. Come in Iraq siamo sempre stati al fianco delle vittime della guerra, sin dal suo inizio, lo siamo ancora una volta oggi, davanti a questa barbara aggressione. Al nostro staff e ai fratelli e sorelle della Mezzaluna Rossa Curda Siriana va la nostra profonda gratitudine e il nostro pensiero ed abbraccio”.

E’ quanto affermano, in una dichiarazione, i due copresidenti dell’associazione Un Ponte Per, Angelica Romano e Alfio Nicotra.

“Siamo presenti in quei territori dal 2015 – proseguono Romano e Nicotra – e stavamo realizzando con le autorità civili curdo/arabe un piano per assicurare a tutta la regione un servizio sanitario pubblico ed universale. Stavamo inoltre operando insieme all’Anci e alle municipalità di quelle zone per la formazione di amministratori locali nel campo della gestione finanziaria dei Comuni, del ciclo dei rifiuti, della gestione dell’acqua come bene comune di quelle comunità. La guerra rischia di buttare all’aria tutti questi progetti e di ridurre in macerie un territorio che ha dato rifugio ed ospitalità a più di un milione di rifugiati siriani provenienti da zone di guerra”.

Dobbiamo compiere ogni sforzo per fermare il piano di sostituzione etnica che ha in mente Erdogan – proseguono i due copresidenti – perché sarebbe un crimine contro l’umanità e rappresenterebbe l’anticipo della spartizione della Siria tra le potenze mondiali e regionali. Per questo rinnoviamo la richiesta al Governo italiano e alle istituzioni europee di rompere ogni indugio e chiedere all’UE ed all’ONU l’immediato varo di un embargo sulle armi alla Turchia e una chiara risoluzione di condanna”.

“Al Governo italiano  – precisano Romano e Nicotra – chiediamo atti concreti come il ritiro del nostro contingente di 130 militari dall’ Operazione Active Fence ai confini tra Turchia e Siria e anche il rientro a casa  della batteria di missili terra aria Aster SAMP/T. L’Italia non può partecipare neanche indirettamente all’aggressione turca contro la Siria”.

“Mentre chiediamo al movimento pacifista e alle forze democratiche – concludono i due rappresentanti di UPP – una mobilitazione in ogni città ed una manifestazione nazionale da indire al più presto, avvisiamo che non siamo disponibili ad assecondare alcuna campagna islamofobica da parte delle forze di destra e reazionarie. Sostenere le ragioni del popolo curdo e di tutte le minoranze presenti in Siria non significa avallare un sentimento antiturco. Noi sappiamo distinguere tra Governi e popoli e sappiamo che le leggi speciali, gli arresti arbitrari degli oppositori, di avvocati, giornalisti, parlamentari e degli attivisti sindacali e dei diritti umani in Turchia è stata la premessa per silenziare la società civile e poter meglio, tramite il terrore, scatenare la guerra”.

Angelica Romano e Alfio Nicotra, co-Presidenti di Un Ponte Per.