Il cuore spezzato di Beirut. Testimonianze dai campi palestinesi

6 agosto 2020, 11:59

A due giorni dall’esplosione che ha sventrato la città di Beirut, riceviamo e pubblichiamo questa toccante testimonianza di Kassem Aina, Direttore di Beit Aftal Assomoud, nostro storico partner nei campi palestinesi del Libano, con cui lavoriamo da decenni con il programma di Sostegni a distanza.

Care amiche, cari amici,

grazie per averci chiesto di noi, e per i vostri messaggi di solidarietà e preoccupazione. Siamo tutte e tutti in lutto per il tragico incidente che ha colpito la nostra amata città, Beirut.

Le persone in Libano, di ogni nazionalità e appartenenza, hanno il cuore spezzato.

Siamo grati che i danni alla famiglia di Assomoud abbiano riguardato solo perdite materiali, ma i nostri cuori e le nostre preghiere vanno alle famiglie delle vittime, delle persone ferite e disperse.

L’esplosione che ha colpito Beirut ha rappresentato il culmine dei giorni più neri che abbiamo mai vissuto. La pandemia, l’inquinamento ambientale, il caos, la crisi economica e politica, hanno tempestato il Libano all’improvviso: un colpo che un paese così vulnerabile non può sopportare.

Mentre vi scriviamo, le persone sono ancora in stato di shock per quanto accaduto, cercando fra le macerie i propri cari. Le scene a cui assistiamo sono ancora peggiori di quelle diffuse dai media.

La nostra vibrante Beirut si è trasformata in una città fantasma, in cui ci sono solo macerie e vetri rotti per strada. Interi quartieri sono stati distrutti.

Moltissime case sono state evacuate, perché a rischio di crollo. L’esplosione non ha risparmiato vite come ospedali, aggiungendo miseria, povertà e devastazione a quella già esistente.

In questi tempi difficili, continueremo a garantire sostegno psicologico alle persone nei nostri campi e nei dintorni, aggiungendo al numero dei nostri rifugiati quello delle persone sfollate interne.

Siamo rimasti forti davanti a massacri e guerre di ogni tipo in Libano.

Oggi, dobbiamo restare altrettanto forti e solidali con Beirut, con il popolo libanese, e con tutte le persone che hanno reso questo bellissimo paese la nostra seconda casa.

Grazie per la vostra compassione, e per la vostra umanità che non conosce né confini né barriere.

Kassem Aina