Peacebuilding

 

L'Iraq è stato da sempre caratterizzato dall’eterogeneità delle sue comunità: cristiani, ezidi, turcomanni, assiri, caldei, shabak e tanti altri, stanziati nell'altopiano di Ninive da millenni insieme alla popolazione musulmana, prima dell'avvento di Daesh e della sua conquista dell'area. A queste comunità si rivolge "Ninive Paths", il nostro piano di peacebuilding che ha l’obiettivo di costruire insieme un futuro di pace, coesistenza e coesione sociale in vista del ritorno delle minoranze a Ninive, quando sarà liberata.

Evitare vendette incrociate, formazione di milizie spontanee su base confessionale, episodi di violenza e discriminazione che aggravino lo stato di tensione già esistente è l'obiettivo del programma, ideato insieme alle comunità e alle organizzazioni della società civile irachena per rafforzarle sui temi del dialogo, della riconciliazione, della mediazione, della coesistenza e della costruzione della pace.

 

 

"E' urgente intervenire sui conflitti che lacerano le comunità: la costruzione della pace dal basso non è un'operazione utopica ne' velleitaria. E' l'unica possibile". (Martina, Presidente di Un ponte per...)

 

 

In Libano è attivo il nostro progetto "Education Without Borders", la prima sperimentazione di Corpi Civili di Pace composti da 4 volontari/e italiani/e che trascorreranno un anno nel paese per portare avanti attività di educazione informale con i bambini palestinesi e siro-palestinesi rifugiati, e per svolgere un lavoro di mediazione tra la comunità siriana rifugiata nella Valle della Bekaa e la comunità ospitante, con l'obiettivo di attenuare le tensioni, favorendo la coesione sociale. 

In Palestina ogni anno, insieme ad altre associazioni, organizziamo in nostri Interventi Civili di Pace: una delegazione di giovani volontari italiani accompagna i contadini palestinesi durante la raccolta delle olive con l'obiettivo di ridurre la violenza dei coloni israeliani e gli abusi dell'esercito.